Roberta Di Pascasio

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Libri

“IL LATO NASCOSTO DELLE STORIE” Arkadia editore, 2024 (Premio “+Liberi. In viaggio verso l’Autentico” 2025)

Dieci storie intrecciate in cui colpevoli e innocenti, buoni e cattivi, vittime e carnefici sono solo definizioni imprecise che non tengono conto delle sfumature essenziali dei personaggi.

Il lato nascosto delle storie è un libro di racconti in cui i personaggi appaiono legati tra loro da una sorta di mosaico solo apparentemente invisibile. In realtà si potrebbe definire un romanzo a episodi che, pur essendo autonomi dal punto di vista narrativo, trovano il proprio compimento nell’unione con gli altri. Il risultato è una storia omogenea il cui filo conduttore è dato dalla tonalità emotiva e dalle tematiche affrontate: il lato nascosto della vita di ognuno, lo scacco, il vicolo cieco, le decisioni sbagliate. Si va dall’ex carcerato che ha trascorso anni in prigione da innocente alla moglie che ha creduto alla sua colpevolezza, dall’amico soltanto in apparenza per bene alla figlia trascurata che trova rifugio in un mondo parallelo, dall’insegnante cacciata da scuola per un video ingannevole all’allievo che trasforma la solitudine in vendetta, dal giudice derubato che passa per uomo integerrimo allo psicologo che dovrebbe essere un avvocato, dal senzatetto che arranca nel suo inferno quotidiano allo zio che nella distruzione trova la via per rinascere. Dieci ritratti per altrettanti destini dominati dal senso di incapacità a governare la propria vita.

. “Capiamo, quella che è una grande verità, che la realtà della vita sta nelle zone d’ombra, nelle sovrapposizioni, nelle scale di grigio, nelle incertezze, nelle incomprensioni, nei tentativi, nei fallimenti. Un segnale di accoglienza, in un mondo che sempre più è fatto di giudizi e critiche, che sono moneta facilissima da spendere. Quello che Roberta Di Pascasio sembra dirci con queste storie intrecciate, invece è: fermi tutti, guardate della stessa porzione di mondo quante letture possono esistere, quanti punti di vista. Ciò che è nascosto non è solo pericoloso, spesso è prezioso perché viene celato e protetto”. (The BookAdvisor)

. “Solo una persona che si interessa all’animo umano può avere la capacità di raccontarci tante vite in così poche pagine e farci capire, di quelle vite, ogni cosa. Nel libro di Roberta Di Pascasio per Arkadia editore (che non si smentisce mai) l’ingiustizia serpeggia come un filo di lana attraverso le storie, il cui lato nascosto si svela al lettore in un prisma di sensazioni e sentimenti. Cambiano i soggetti, i luoghi, le situazioni. Cambiano le storie, ma ognuna si riconosce nell’altra – sia nell’aspetto narrativo che in quello sentimentale -. A fine lettura, i protagonisti di queste storie li vediamo ovunque perché hanno qualcosa che ci appartiene: l’universalità dei dolori, delle solitudini e delle vicende della vita che, nonostante tutto, continua a scorrere.” (Flora Fusarelli, giornalista)

. “Roberta intreccia i personaggi con una visceralità e una carnalità che ti “costringe” a camminare con loro. A stare nel loro dramma. Sono una serie di racconti incrociati che sfociano egregiamente in un romanzo. E che ti fanno sospendere il giudizio su ciò che è davvero tradimento, fedeltà, compassione… Una scrittura antica di chi parla solo se ha l’esigenza di raccontare il mondo. Senza presunzioni e narcisismi. Rarissimo di questi tempi.” (Ettore Zanca, scrittore, docente di scrittura e storytelling)

. “Ogni personaggio si confronta con la propria zona d’ombra, è costretto a rispondere in prima persona della propria inadeguatezza, un territorio inafferrabile, benché universale, in cui si annidano limiti, reticenze, mancanze. E qualche sporadico desiderio. Quando però si allarga lo sguardo sull’insieme, su questa umanissima fiera dell’Est reinterpretata narrativamente, ci si accorge che il destino altro non è che l’esito di scelte impulsive, di inciampi, di frenate all’ultimo secondo e di accelerazioni insensate…” (Giusi Arimatea, scrittrice, su Leconseguenzedelteatro.com)

. “Alcuni libri ci accompagnano, altri scavano in profondità. Il lato nascosto delle storie di Roberta Di Pascasio appartiene alla seconda categoria: “costringe” il lettore a scrutare dietro le apparenze, nei meandri dell’animo umano, dove le ferite si nascondono sottopelle. A un primo sguardo, potrebbe sembrare una semplice raccolta di racconti: dieci storie, dieci frammenti di vita. Ma è molto di più. È un intreccio di esistenze che si sfiorano e si intersecano, un mosaico di destini segnati da scelte, rimpianti, colpe e solitudini…” (Emanuela Stella, giornalista, su Glicine Rivista)

. “Proviamo a indossare le scarpe di questi dieci protagonisti e ci renderemo conto della relatività dei punti di vista, delle situazioni, degli assiomi che spesso ci sembrano imperturbabili e assoluti, di quanto le nostre vite siano accomunate da tematiche simili, con cui quotidianamente facciamo i conti…” (Marianna D’Ovidio, giornalista, su Il Messaggero)

. “L’autrice fa un’operazione che a me è piaciuta molto: un romanzo che è anche una raccolta di racconti, in cui ogni capitolo è autonomo ma, vuoi per temi vuoi per personaggi, ci sono dei nessi, dei punti di felice sconfinamento tra una storia e l’altra, e alla fine tutto rientra in un alveo di continuità. Roberta va a toccare quelle vicende che sono dietro le quinte del quotidiano, del visibile, nel non ovvio che sta nell’apparente ovvietà delle cose di tutti i giorni…” (Simone Gambacorta, critico letterario, emittente televisiva SuperJ)

. “Episodi che si completano in sintonia e vanno a formare nel loro insieme una storia omogenea, come se fosse dall’inizio alla fine la realizzazione di un romanzo, un puzzle con una scrittura forte, cruda, introspettiva…” (Giorgio Bona, scrittore, sul mensile Lavoro&Salute)

. “Una piccola Spoon River metropolitana che avrebbe fatto gola a Fabrizio De André…” (Maria Caterina Prezioso, scrittrice, su Sololibri.net)

. “Lo stile di Roberta Di Pascasio è limpido, elegante, arricchito da belle metafore; la mano con cui rappresenta queste storie di persone marginali e dà loro voce, è ferma e delicata” (Marisa Salabelle, scrittrice, su Masticadores Italia)

. “Un merito in particolare: non c’è un finale consolatorio che riequilibra ragioni e torti, quello in cui interviene il tempo galantuomo a saldare i conti, a riparare, a punire i colpevoli e risarcire le vittime. È un’aspirazione di chi scrive e di chi legge che tutto vada a posto, invece è un tratto di originalità che io apprezzo quando non c’è il lieto fine…” (Rosalia Messina, scrittrice, su canale Europa Tv)

“Superlativamente magico e struggente… divorato in un soffio in una ininterrotta apnea emozionale…” (Daniela Domenici, scrittrice, su danielaedintorni.com)

. “Racconti legati da un fil rouge, ognuno autonomo ma legato agli altri fino a comporre un bellissimo puzzle…” (Roberta Maiolini, giornalista e speaker tv, su Infomedianews.com)

. “L’autrice, come un’abilissima sarta, cuce con estrema cura le vite dei protagonisti, facendoci entrare nei loro panni, nei loro pensieri, nelle loro paure… con una versatilità stilistica che non è mai fine a se stessa, ma è funzionale alla rappresentazione di un mondo in cui ogni individuo vive con una faccia pubblica e una privata, costantemente in bilico tra ciò che mostra e ciò che cela…” (Francesco Proia, giornalista e scrittore, su AbruzzoLive.it)

. “I protagonisti stanno in equilibrio precario sul filo di esistenze scialbe, ordinarie, fino a quando la vita presenta loro il conto, e l’oscurità inghiotte la tiepida fiammella tremula che tiene in vita le illusioni…” (Alfio Di Battista, giornalista, su Noticeway.it)

. “Un’autrice dallo stile controllato e accurato. Racconta le pieghe psicologiche dell’animo umano con profondità nel suo nuovo libro, che è una raccolta di storie che s’intrecciano…” (Paolo Restuccia, docente e giornalista, su Storygenius.it)

. “Un’opera matura, dove la Nostra ha trovato un suo stile definitivo. Uno stile, attenzione, non una maniera. Ché ci vuole uno stile per affrontare come si conviene certi fatti della vita e soprattutto certe tare (intese proprio come vuoti) della mente e del cuore. Storie che si incrociano bene, tra loro inturcinate in una scatola cinese letteraria che piace e nella quale, soprattutto, non ci si perde…” (Domenico Paris, scrittore e giornalista)

***

“QUI IN ABRUZZO” (De Siena editore, 1° vol. 2022/2° vol. 2023/3° vol. 2024), libro fotografico e narrativo.

“Qui in Abruzzo” non vuole essere un libro accademico, erudito, distante; è la storia di un incontro, il racconto di un percorso geografico ed emotivo, reale e interiore, la descrizione rapida come una pennellata di una regione che vanta arte, archeologia, artigianato artistico, oreficeria, luoghi della fede, castelli baronali, aree protette e feste tradizionali che raccontano altrettanti fasi di storia. Sfogliando le pagine, ci si mette in cammino: si ammirano chiese, eremi e affreschi, si sorvolano montagne, boschi e valli, si visitano grotte, musei e borghi, si passeggia lungo spiagge, necropoli e piazze, si scoprono castelli, anfiteatri e torri. I testi che accompagnano le fotografie hanno il solo scopo di destare curiosità, accendere bagliori nella mente del lettore, gettare un seme che possa poi germogliare e mutarsi in volontà di vedere e respirare dal vivo il territorio.

Il primo volume è stato presentato alla Camera dei Deputati del Palazzo Montecitorio il 6 dicembre 2022, il secondo volume alla Sala Zuccari del Palazzo Giustiniani il 22 dicembre 2023, il terzo volume all’Università degli Studi di Teramo il 27 settembre 2024.

“L’EQUILIBRIO È UN’ANTICA VERTIGINE” (tra i 5 finalisti del Premio Carver, Augh edizioni, 2021), romanzo.

Una torrida sera d’estate, due fratelli della Roma bene, Filippo e Orlando, investono e uccidono una donna e una bambina; alla guida Filippo, sotto effetto di alcol e droga. La storia si concentra sulle conseguenze per i colpevoli, psicologiche, sociali, economiche, attraverso la voce narrante di Orlando, per cui la tragedia è al contempo l’occasione di un intenso e dolente percorso di elaborazione e discussione della sua vita e della sua famiglia. Ad accompagnarlo in questo difficile viaggio interiore la vicina di casa, una nobile sessantenne, spirito ribelle e libero, difettosa quanto lui, vissuta sul limitare di una vertigine. Ognuno dovrà pagare i propri conti, perché i ricordi non hanno tempo, come le colpe e i rimpianti. L’autrice ci accompagna nel complicato mondo della coscienza, in cui il lato oscuro dell’animo umano cerca un catartico riscatto nell’accettazione della propria natura, seguendo l’imprevedibile filo del destino.

“Roberta Di Pascasio allude a un altro tempo, non lineare, quello che i greci chiamavano cairologico; sono quegli istanti della vita nei quali si prendono decisioni cruciali, dove si guarda negli occhi la sorte e si cambia il proprio destino” (Sandro Bonvissuto)

Recensioni su: Satisfiction, SoloLibri, Il Mattino, LeggereTutti, SicilyMag, Radiò, Terre Marsicane, AbruzzoLive, Genius, InfoMediaNews.

“RICORDAMI LA COLPA” (Alter Ego edizioni, 2016), romanzo.

Tutti abbiamo una colpa da espiare, una pena che ci ossessiona, un sentimento che abbiamo smarrito. Una voce che ci rimprovera quello che non abbiamo fatto. La colpa di Sibilla è di quelle potenti quanto intollerabili. Nel suo coinvolgente e ipnotico flusso di coscienza rivolto a Paolo, il fratello minore, viene fuori gradatamente in tutta la sua violenza. A tratti con talento spiazzante, con colpi di scena inattesi, con metafore originali e taglienti come un bisturi. In questa storia sono tutti colpevoli, ma solo lei sembra avere la lucidità spietata, necessaria per un consapevole percorso di elaborazione. Pieno di buche, arresti improvvisi, saliscendi, curve impreviste. A ricordare le tappe di un inferno familiare senza sconti né autocommiserazione.

“L’AMORE SI IMPARA” (Premio Bukowski, Giovane Holden edizioni, 2015), raccolta di racconti.

Una silloge fatta di storie legate fra loro da una ragnatela di corrispondenze. Storie tutte di formazione, nell’accezione narrativa del termine: storie di trasformazione e di rottura, in cui i personaggi evolvono, affrontano la malasorte, si mettono in discussione, scoprono un lato di sé che non credevano di avere, a volte inquietante, altre volte salvifico. La capacità di rinnovarsi e di guardare le cose da prospettive diverse, la distruzione come via per la trasformazione: questo il fil rouge dell’intera raccolta, un filo conduttore fatto di cambiamenti e di scelte drastiche, esistenze che cambiano in modo improvviso, imprevisto e a volte tragico. E che spesso, proprio per questo, portano all’amore per l’altro, all’empatia, all’accettazione di sé. Ne “L’amore”, il racconto con il quale Roberta Di Pascasio si è aggiudicata la vittoria al Premio Nazionale Bukowski, una donna deve fare i conti con un destino feroce che le stravolge la vita, ma che si trasforma presto in un’occasione per rinnovarsi, cambiare; e sarà capace di farlo, di mettere tutto in discussione, presente passato e futuro, e di scoprire cosa significa darsi all’altro fino in fondo. Da questo racconto originario si dipanano altre storie. Dalla Miss aggrappata ai suoi sogni di gloria al vecchio a cui è rimasto solo il passato a dare un senso alla sua vita, dalla sposa di fronte a una scoperta sconvolgente all’uomo che deve salvare se stesso, da un incontro che arriva troppo tardi al rapporto con una collega che riapre alla vita, fino ad arrivare a una figlia, sconosciuta e indifesa.

“LE PORTE DI COCTEAU” (Giulio Perrone editore, 2010), romanzo.

“È una casa dalle porte che sbattono la mia, come nella famiglia terribile di Cocteau. Ho sempre pensato che l’immagine delle porte fosse una metafora perfetta della vita in famiglia. Le porte che sbattono, le porte che si accostano per impedire l’ascolto, le porte contro cui pigiamo pur di scappare come dopo un incendio, le porte che cigolano, le porte chiuse che ci lasciano al buio.”

***

Il racconto “Le seduzioni del passato” è presente nell’antologia Abruzzesi per sempre (prefazione di Romano De Marco, Edizioni della Sera, 2019) e il racconto “Ogni vittoria è una rapina” è incluso nell’antologia “Pirati e gregari” (prefazione di Riccardo Magrini, Augh edizioni, 2021).

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