{"id":653,"date":"2026-11-02T15:54:15","date_gmt":"2026-11-02T14:54:15","guid":{"rendered":"https:\/\/roberta.dipascasio.it\/?p=653"},"modified":"2026-11-02T15:58:24","modified_gmt":"2026-11-02T14:58:24","slug":"lo-spirito-inquieto-e-ribelle-di-collodi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/roberta.dipascasio.it\/?p=653","title":{"rendered":"Lo spirito inquieto e ribelle di Collodi"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Si dice che Pinocchio sia il libro pi\u00f9 letto al mondo dopo la Bibbia.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ma cosa simboleggiano le sue avventure e, soprattutto, cosa raccontano del suo autore?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Prima di immergerci nello spirito giovanile, ribelle e provocatorio di Collodi, facciamo una breve premessa riguardo il tipo di storia che ruota intorno alla trasformazione di un burattino in un bambino in carne e ossa.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Cominciamo dai miti, le pi\u00f9 antiche e grandiose storie archetipiche, le cui origini affondano nel buio del passato e sfumano nell\u2019anonimato collettivo: i miti non hanno autori ma cantori, aedi, poeti, e raccontano accadimenti universali come la nascita dell\u2019universo o l\u2019origine dei fenomeni naturali. Le leggende sono simili, anch\u2019esse narrazioni archetipiche senza fonti e senza autori. Come i miti e le leggende, anche le fiabe nascono nell\u2019oscurit\u00e0 della storia e nell\u2019anonimato degli autori: i fratelli Grimm o Andersen non sono scrittori di fiabe ma conoscitori della cultura popolare, hanno raccolto, sistemato e riportato su carta una tradizione orale secolare. Le favole invece vengono attribuite ad autori singoli, come Esopo e Fedro, che portano avanti una morale della favola a differenza di miti e fiabe. Le parabole sono simili alle favole ma allegoriche in modo esplicito: si tratta di narrazioni rivolte alla moltitudine per diffondere un messaggio educativo (emblematiche le parabole evangeliche raccontate da Ges\u00f9 ai fedeli). Poi ci sono i racconti fantasy, rivisitazioni di storie archetipiche ispirate a leggende, fumetti e cartoon che attingono al mito, al folklore, alla magia.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Pi\u00f9 <em>nobile<\/em> \u00e8 il romanzo di formazione in cui si narrano avventure e disavventure di un personaggio che possiede le caratteristiche dell\u2019eroe archetipico: nascono dalla fantasia e dall\u2019inconscio di un singolo e raccontano il percorso psicologico ed esistenziale attraverso il quale l\u2019individuo diventa davvero s\u00e9 stesso. In questo senso le avventure di Pinocchio rientrano in quest\u2019ultima categoria perch\u00e9 descrivono le peripezie attraverso cui un burattino di legno diventa un ragazzino in carne e ossa: non sono una fiaba perch\u00e9 nascono da un autore, eppure la storia \u00e8 piena di figure e situazioni simboliche e quindi, al pari della fiaba, descrive per simboli una parte del processo individuativo e rappresenta quanto accade nell\u2019evoluzione di ogni persona.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Ma com\u2019\u00e8 nata l\u2019idea di Pinocchio e quanto c\u2019\u00e8 in lui dello stesso Collodi?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Carlo Lorenzini nasce nel 1826 a Firenze \u2013 esattamente duecento anni fa \u2013 figlio di un uomo di umili origini che cucina per i conti Ginori e di una donna che fa la sarta e viene da un paesino in provincia di Pistoia chiamato Collodi. Gi\u00e0 la scelta dello pseudonimo evidenzia un forte legame con la madre con cui avrebbe poi convissuto per molto tempo, senza sposarsi mai n\u00e9 portando avanti relazioni durature. I suoi genitori hanno una decina di figli \u2013 ne sopravvive solo la met\u00e0 \u2013 e versano nell\u2019indigenza: per questo da bambino Collodi vive con gli zii materni e poi viene iscritto al seminario di Colle Val d\u2019Elsa. Svogliato e indisciplinato a scuola, la abbandona per andare a lavorare nella Libreria Piatti di Firenze dove inizia a redigere notizie e recensioni per il bollettino dell\u2019Editrice, iniziando un\u2019attivit\u00e0 sempre pi\u00f9 intensa e sistematica di giornalista e pubblicista. Con il passare del tempo, sar\u00e0 sempre pi\u00f9 chiara \u201cla sua fisionomia di uomo di cultura, incline al teatro e alla narrazione, giornalista politico attivo, capace di un pensiero originale e graffiante, poco accline ad appiattirsi su posizioni scontate o passatiste\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Spirito inquieto, giovanile e ribelle, fatica a sopportare il ruolo di impiegato nella pubblica amministrazione, che mantiene solo per sostentarsi e che abbandoner\u00e0 intorno ai cinquantacinque anni. La naturale predisposizione alla disobbedienza e alla provocazione dunque non sono di Pinocchio, ma arrivano a Pinocchio dall\u2019indole personale del suo autore. Verso i trent\u2019anni inizia il suo periodo pi\u00f9 scapestrato: ha rapporti disordinati con attrici di teatro, vive una relazione con una donna sposata e madre di due figli, passa le notti ai tavoli da gioco e la mattina gira alla ricerca di soldi per sistemare le perdite subite durante la notte; \u00e8 beffardo, provocatorio con i suoi superiori, beve molto, mostra incomprensibili manie di persecuzione e veste in modo eccentrico. &#8220;Il disadattamento e la tendenza antisociale di Pinocchio non sono descritti con la precisione del clinico, ma con la competenza dell\u2019esperto\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Accanto all\u2019attivit\u00e0 di giornalista e autore teatrale, coltiva la passione per la letteratura per l\u2019infanzia. Grazie a una buona conoscenza della lingua francese e a una straordinaria padronanza di quella italiana, nel 1875 traduce le fiabe di Charles Perrault, che gli fanno scoprire l\u2019immaginario fiabesco e l\u2019eleganza francese nel tratteggiare i personaggi delle fiabe. Alla traduzione delle storie di Perrault, seguono due libri di lettura per ragazzi \u201cGiannettino\u201d e \u201cMinuzzolo\u201d che narrano le storie di due ragazzini svogliati e indisciplinati, versioni <em>ante litteram<\/em> del burattino di legno. Lo stile letterario e il successo dei due racconti gli fanno ottenere l&#8217;incarico di compilare libri di testo per le scuole fiorentine.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u201cCarlo Lorenzini ha cinquantacinque anni, una situazione economica stabilmente instabile e un assetto personale non propriamente saldo, un inestinguibile <em>feeling<\/em> con la narrazione e un animo di Puer capace di parlare con efficacia ai ragazzini\u201d. Cos\u00ec, su insistenza dell\u2019amico Guido Biagi ma convinto soprattutto dal bisogno di denaro per pagare i debiti di gioco, accetta di scrivere una \u201cbambinata\u201d: con lo pseudonimo di Collodi, nel 1881 pubblica a ritmo discontinuo sul <em>Giornale per i Bambini<\/em> 15 episodi che narrano la storia di un burattino e si concludono con la sua impiccagione alla Quercia Grande. Ma le richieste del pubblico e le pressioni dell\u2019amico Biagi lo spingono a riprendere la narrazione \u2013 verr\u00e0 chiusa definitivamente dopo un paio d\u2019anni.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Disordinato e istintivo, scrive in piedi su piccoli fogli celesti poggiati su un\u2019alta scrivania a leggio, soprattutto di notte: il racconto \u00e8 il risultato del suo estro, della sua sfavillante creativit\u00e0, non di un disegno narrativo meditato e preciso; anche il ritmo \u00e8 dettato dai bisogni materiali, dai creditori, dalla passione per il gioco e il vino, dalle pressioni dell\u2019editore, dagli spazi che gli concedono sul Giornale. Nel 1883 i 36 capitoli vengono raccolti in volume e pubblicati con il titolo di \u201cLe avventure di Pinocchio. Storia di un burattino\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Pinocchio \u00e8 dunque un romanzo di formazione che nasce dall\u2019inconscio e dalla genialit\u00e0 del suo autore ma parla all\u2019inconscio di ognuno, evidenzia in modo chiaro la personalit\u00e0 di Collodi ma descrive vicende comuni nella realizzazione di un percorso individuale. Per questo \u00e8 una storia archetipica, scritta grazie all\u2019esuberanza e ai guizzi dell\u2019inconscio dell\u2019autore, non pi\u00f9 giovane ma con una straordinaria freschezza giovanile, \u00e8 \u201cconcepita per il piacere ludico della narrazione e non dettata dall\u2019ambizione intellettuale dell\u2019erudizione\u201d; una storia densa di situazioni archetipiche e di figure simboliche, che ha affinit\u00e0 con le fiabe senza essere una fiaba. Ma a leggerla come una fiaba, parla di passaggi psicologici evolutivi universali che riguardano ciascuno in particolare. Pinocchio compie una bizzarra parabola di trasformazione attraversando tre grandi passaggi: nel primo il legno diventa burattino, nel secondo il burattino diventa ciuchino e nel terzo il ciuchino diventa bambino. Ogni volta rimane s\u00e9 stesso, ma muta profondamente d\u2019aspetto e di stato. La sua storia rappresenta un ciclo completo di rinnovamento. Questa \u00e8 la sua grandezza: la storia di Pinocchio \u00e8 in sintesi la storia dell&#8217;avventura umana in cui tutti possono riconoscersi e, come scrisse Benedetto Croce, \u201cil legno, in cui \u00e8 tagliato Pinocchio, \u00e8 l&#8217;umanit\u00e0\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">*citazioni tratte dal libro \u201cPinocchio siamo noi\u201d di Claudio Widmann (Edizioni Scientifiche Ma.Gi.)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Si dice che Pinocchio sia il libro pi\u00f9 letto al mondo dopo la Bibbia. Ma cosa simboleggiano le sue avventure e, soprattutto, cosa raccontano del suo autore? Prima di immergerci nello spirito giovanile, ribelle e provocatorio di Collodi, facciamo una breve premessa riguardo il tipo di storia che ruota intorno alla trasformazione di un burattino&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":654,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[],"class_list":["post-653","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-senza-categoria"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/roberta.dipascasio.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/653","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/roberta.dipascasio.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/roberta.dipascasio.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/roberta.dipascasio.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/roberta.dipascasio.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=653"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/roberta.dipascasio.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/653\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":657,"href":"https:\/\/roberta.dipascasio.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/653\/revisions\/657"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/roberta.dipascasio.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/654"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/roberta.dipascasio.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=653"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/roberta.dipascasio.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=653"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/roberta.dipascasio.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=653"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}