{"id":62,"date":"2023-05-31T10:09:08","date_gmt":"2023-05-31T08:09:08","guid":{"rendered":"https:\/\/roberta.dipascasio.it\/?p=62"},"modified":"2023-09-02T11:46:18","modified_gmt":"2023-09-02T09:46:18","slug":"emily-bronte-anarchica-e-visionaria","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/roberta.dipascasio.it\/?p=62","title":{"rendered":"Emily Bront\u00eb anarchica e visionaria"},"content":{"rendered":"\n<p>Emily Bront\u00eb \u00e8 un\u2019altura solitaria, una sublimit\u00e0 che risplende, un genio anarchico e visionario: cos\u00ec la descrive Harold Bloom nel suo libro dedicato ai grandi geni della letteratura mondiale. Eppure la scrittrice inglese, vissuta in un piccolo villaggio dello Yorkshire nella prima met\u00e0 dell\u2019Ottocento, ha lasciato un solo romanzo \u201cCime tempestose\u201d e una manciata di poesie. Un destino crudele si abbatte sulla sua famiglia: il padre, il reverendo Patrick Bront\u00eb, sopravvive a tutti i suoi sei figli, la moglie e le due figlie maggiori muoiono nel giro di pochi anni, l\u2019unico figlio maschio morir\u00e0 vittima di alcol e oppio, la stessa Emily perde la vita a soli trent\u2019anni a causa della tubercolosi.<\/p>\n\n\n\n<p>Emily passa le sue giornate dedicandosi agli animali, alla natura e ad Anne, la sorella pi\u00f9 fragile, ma \u00e8 nella scrittura che viene fuori la sua vera anima: selvatica, poetica, intensa, rabbiosa. Il suo mondo narrativo rompe gli schemi, trasforma la letteratura del tempo, squassa e innova. Ma come succede spesso ai rivoluzionari, all\u2019inizio \u00e8 incompresa. La stessa Charlotte, sua sorella, scrisse una prefazione a \u201cCime Tempestose\u201d in cui offre di Emily un\u2019immagine in fondo accettabile e addomesticata, esortando i lettori ad amarla, edulcorando la sua vena eversiva tanto da diventare una delle maggiori responsabili della sbagliata ricezione del romanzo: per molti anni fu considerato un romanzetto d\u2019amore e non il capolavoro che \u00e8, l\u2019opera assoluta della scrittrice del vento e della perdita, della ricerca della felicit\u00e0 nell\u2019eterno e quindi dell\u2019infelicit\u00e0 come colpa e non come sciagura o condizione umana.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cCime tempestose\u201d venne pubblicato nel 1847 sotto lo pseudonimo maschile di Ellis Bell. Il titolo rimanda a quelle terre poste sulla cima di un colle dove spira il vento e la pioggia costante crea un\u2019atmosfera spettrale. Se per Charlotte e Anne l\u2019ambiente domestico e le vicende personali costituirono una fonte di ispirazione per le loro opere, nel romanzo di Emily sembrano perdersi le tracce dell\u2019ambiente familiare dei Bront\u00eb, nonostante sia stata tra le sorelle la pi\u00f9 legata alla brughiera e alla casa paterna, dove visse per tutti i trent\u2019anni della sua vita, eccetto che per brevissimi periodi di lontananza.<\/p>\n\n\n\n<p>Appena pubblicato, il romanzo provoc\u00f2 subito scandalo per la drammatica violenza dei sentimenti proposta a lettori abituati a una rappresentazione zuccherosa e convenzionale dell\u2019amore, una storia potente e tempestosa che si muove in una dimensione fantastica, nell\u2019universo primordiale dell\u2019istinto e del sentimento: narra le vicende di due famiglie, gli Earnshaw che vivono nelle tempestose cime della brughiera e i ricchi e gentili Linton che abitano nella dolce e verde vallata, due mondi contrapposti e specchio di una diversa visione della vita; in mezzo a loro Heathcliff, tenebroso e malvagio eroe byroniano, il trovatello che porter\u00e0 avanti una feroce vendetta contro entrambe le famiglie.<\/p>\n\n\n\n<p>Emily rompe i tab\u00f9 della benpensante societ\u00e0 vittoriana del tempo, racconta di un personaggio brutale come Heathcliff senza condannarlo e soprattutto propone una concezione dell\u2019amore e della passione che va oltre, un sentimento assoluto che comporta una fusione degli amanti e la perdita della loro identit\u00e0, e questo minaccia l\u2019ordine della vita borghese. Una sfida alla morale comune con la sua critica alla famiglia, all\u2019educazione, alla morale e alla rispettabilit\u00e0 borghese.<\/p>\n\n\n\n<p>La narrativa del tempo era essenzialmente realistica, tendeva alla rappresentazione della vita quotidiana, aderiva al vero e al credibile. In questo contesto, il romanzo di Emily Bront\u00eb apparve straniante e claustrofobico, fuori dal tempo e dallo spazio. La storia si concentra tra le due tenute, non si sposta mai. Il mondo della scrittrice, fatto di passioni, ossessioni e vendette, non si avvicina al mondo reale, i personaggi sono isolati e il lettore si trova immerso in una realt\u00e0 priva di qualsiasi riferimento realistico. Era un romanzo diverso, disorientante, unico per intensit\u00e0 visionaria e originalit\u00e0 narrativa, per questo la critica fu avversa: i contenuti troppo forti, la violenza psicologica e materiale che pervade il libro, il carattere mistico e insieme distruttivo dell\u2019amore tra i due protagonisti, la malvagit\u00e0 di Heathcliff, gli elementi gotici che invadono il romanzo uniti a una struttura non lineare che sfida le convenzioni della narrativa del tempo, la non evoluzione di una vicenda che si consuma in un andirivieni fatale tra le due dimore opposte e speculari spiazzarono tutti, persino i critici.<\/p>\n\n\n\n<p>Ci vollero anni perch\u00e9 il romanzo suscitasse entusiasmo. Soltanto nel Novecento, tuttavia, a \u201cCime tempestose\u201d venne riconosciuto lo statuto di capolavoro della letteratura di tutti i tempi. In una societ\u00e0 letteraria attraversata dai fermenti delle nuove avanguardie e dalle prospettive aperte dalla psicoanalisi, quelle che i primi lettori avevano giudicato trasgressioni eccessive e incoerenze narrative vennero apprezzate come frutto di una sorta di sperimentalismo che anticipava le novit\u00e0 che gi\u00e0 avevano cominciato a scardinare l\u2019impianto strutturale del romanzo realista ottocentesco. Un\u2019opera che continua a godere di tutto il fascino ambiguo di una storia spregiudicata e poetica, mistica e malvagia, visionaria e grottesca: cos\u00ec lontana dalla societ\u00e0 ed estranea alle convenzioni del suo tempo da risultare eterna.<\/p>\n\n\n\n<p>Virginia Woolf ammirava profondamente il talento innovativo di Emily Bront\u00eb: \u201cChe genio, che integrit\u00e0 dev\u2019esserci voluta, davanti a tutta quella critica, in mezzo a quella societ\u00e0 puramente patriarcale, per tenersi saldamente alla realt\u00e0, cos\u00ec come la vedevano, senza deflettere! Solo Jane Austen ed Emily Bront\u00eb l\u2019hanno fatto. Questa \u00e8 un\u2019altra piuma, la pi\u00f9 bella forse, sui loro cappelli. Scrissero come scrivono le donne, non come scrivono gli uomini. Fra le mille donne che allora scrivevano romanzi, solo loro ignorarono del tutto i perpetui ammonimenti dell\u2019eterno pedagogo: scrivi questo, pensa quello. Solo loro furono sorde a quella voce insistente, ora brontolante, ora condiscendente, ora autorevole, ora addolorata, ora scandalizzata, ora arrabbiata, ora familiare, quella voce che non lascia in pace le donne, ma deve sempre star loro addosso\u2026\u201d<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Emily Bront\u00eb \u00e8 un\u2019altura solitaria, una sublimit\u00e0 che risplende, un genio anarchico e visionario: cos\u00ec la descrive Harold Bloom nel suo libro dedicato ai grandi geni della letteratura mondiale. 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