{"id":60,"date":"2023-05-31T09:55:35","date_gmt":"2023-05-31T07:55:35","guid":{"rendered":"https:\/\/roberta.dipascasio.it\/?p=60"},"modified":"2023-09-02T14:28:19","modified_gmt":"2023-09-02T12:28:19","slug":"la-doppia-anima-di-goethe-proust-e-mann","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/roberta.dipascasio.it\/?p=60","title":{"rendered":"La doppia anima di Goethe, Proust e Mann"},"content":{"rendered":"\n<p>Di molti scrittori analizziamo le opere, i personaggi, le tematiche ricorrenti, lo stile. Ma di quanti conosciamo la vita? I condizionamenti della famiglia, dell\u2019educazione ricevuta, dell\u2019infanzia? Mi appassiona da sempre scovare suggestioni, influenze, debiti e sfumature nella loro esistenza, umana e artistica.<\/p>\n\n\n\n<p>Nei tre grandi della letteratura europea, J. Wolfgang Goethe, Marcel Proust e Thomas Mann, si pu\u00f2 individuare la convivenza di due anime opposte, bagagli e simboli della diversit\u00e0 di spirito e di carattere dei genitori e dunque dell\u2019ambiente in cui sono nati.<\/p>\n\n\n\n<p>Su <strong>Goethe<\/strong>, Freud ha scritto un lungo saggio in cui sceglie e analizza un episodio della sua infanzia, l\u2019unico aneddoto raccontato dallo stesso scrittore in cui da piccolo, affacciato alla finestra, si diverte a buttare in strada utensili, brocchette, piatti, vasellame, stoviglie. Ogni cosa finisce in frantumi sulla via. Secondo il padre della psicanalisi fu la nascita di un fratellino a spingere Goethe bambino a quell\u2019azione eversiva e sfrontata, come a voler inconsciamente buttar fuori di casa l\u2019intruso che poteva scompigliare la sua vita privilegiata, piena dell\u2019amore della madre e dell\u2019unica sorella. \u201cUn bambino sa che un\u2019azione del genere \u00e8 male e provocher\u00e0 una punizione da parte dei genitori, ma se non si lascia frenare da questa consapevolezza probabilmente vuole sfogare il suo rancore nei loro confronti, mostrarsi cattivo\u201d. In realt\u00e0 la gelosia competitiva tra fratelli non ebbe mai modo di esacerbarsi perch\u00e9 nessun bambino, oltre lui e la sorella, sopravvisse nella loro famiglia: ne morirono ben quattro precocemente, solo uno raggiunse i sei anni, gli altri morirono a un anno, due o addirittura a pochi mesi dalla nascita. Dal padre, ricco ed esigente, lo scrittore eredit\u00f2 la seriet\u00e0, l\u2019amore per l\u2019ordine, la coscienziosit\u00e0, il senso del dovere; dalla madre la socievolezza, la fantasia. Secondo Freud, Goethe \u00e8 cresciuto nella bolla d\u2019amore della madre, figlio prediletto e incontestato, e da questo idillio protetto e affettuoso ha tratto la sicurezza, il sentire da conquistatore, la fiducia nel successo, la creativit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Anche <strong>Proust<\/strong> incarna la convergenza di due discendenze profondamente diverse: il padre \u00e8 un medico borghese, professore di Igiene alla facolt\u00e0 di Medicina, solido, apprezzato e noto a livello internazionale, un po\u2019 burbero e con sprazzi di generosit\u00e0 inattesi e arbitrari; la madre e la nonna sono invece due figure anticonvenzionali per l\u2019epoca, di un\u2019intelligenza vivace e rara e appartenenti a una famiglia ebrea di alto lignaggio: furono loro a iniziare lo scrittore all\u2019amore per la letteratura, la musica e l\u2019arte, a infondergli il tocco ironico, l\u2019acutezza dell\u2019osservazione. Con la madre, dolce e indulgente, usava fare il gioco delle citazioni, un passatempo che aveva creato codici di comunicazione tali da far sentire escluso chiunque non facesse parte del clan. Di tutta la famiglia, l\u2019unico che non compare nella monumentale opera \u201cAlla ricerca del tempo perduto\u201d \u00e8 il fratello Robert: cancellando il suo \u2018doppio\u2019, Proust ha forse voluto scartare un\u2019ulteriore miccia di quella gelosia divorante manifestata pi\u00f9 volte. Unico beneficiario dell\u2019affetto della madre, raddoppiata dalla figura della nonna, il narratore pu\u00f2 cos\u00ec diventare il solo centro di tutto, un amante tirannico.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Gi\u00e0 nella seconda met\u00e0 del Settecento i <strong>Mann<\/strong> vivono e prosperano a Lubecca, sono cittadini autorevoli, notabili della repubblica e facoltosi mercanti, imprenditori e armatori di successo, proprietari di terreni, magazzini e di una casa poi celebrata nel romanzo \u201cI Buddenbrook\u201d. Thomas Mann nacque a Lubecca nel 1875, in questo ambiente di ricca borghesia privilegiata; il padre \u00e8 senatore e notabile di prestigio, la madre invece ha origini tedesco-brasiliane, \u00e8 nata in Brasile, e di queste radici conserva le memorie e le nostalgie latine, il colore scuro di occhi e capelli, l\u2019amore per l\u2019arte, il talento musicale, una figura inconsueta dunque, differente da tutti. Un\u2019unione, quello tra la creola bella e creativa e il senatore severo e serio, che sicuramente aveva provocato un piccolo scandalo nell\u2019ambiente borghese rigido, snob e un po\u2019 ottuso. I Mann erano una famiglia complessa, segnata dal suicidio delle due sorelle minori di Thomas e con il padre che mor\u00ec improvvisamente quando l\u2019ultimo nato aveva soltanto pochi mesi. Una morte precoce, un padre che doveva pure covare in s\u00e9 il seme di un dissidio e di una diversit\u00e0 che lo avevano spinto ad amare una \u201cstraniera\u201d, una vita faticosa la sua, con una conflittualit\u00e0 interiore che rivive nel dramma del senatore Buddenbrook. Questo padre che dovette assistere impotente e stupito alla vocazione artistica dei due figli maggiori, Thomas e il fratello, indifferenti al commercio e al dovere morale di portare avanti l\u2019impresa di famiglia. Quando mor\u00ec infatti, tutto quello che aveva costruito, sommato all\u2019eredit\u00e0 delle generazioni che lo avevano preceduto, venne distrutto, la ditta fu liquidata e tutti i beni venduti. In Thomas Mann convivono le due anime della famiglia: quella artistica e creativa della madre e quella paterna del controllo, dell\u2019austerit\u00e0, del lavoro quotidiano costante e inflessibile che lui mise nella scrittura. Tanto che quando il suo primogenito si suicid\u00f2, rinnovando un\u2019inquietante e dolorosa inclinazione famigliare, Thomas Mann era in Svezia per una serie di conferenze e non si sottrasse agli obblighi sociali e professionali, con un senso del dovere all\u2019apparenza freddo, cinico persino.<\/p>\n\n\n\n<p>Insomma, nel bene e nel male non si sfugge facilmente alle impronte famigliari. Come scrisse Marcel Proust \u201cabbiamo ricevuto dalla nostra famiglia le idee di cui viviamo cos\u00ec come la malattia di cui moriremo\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Di molti scrittori analizziamo le opere, i personaggi, le tematiche ricorrenti, lo stile. Ma di quanti conosciamo la vita? I condizionamenti della famiglia, dell\u2019educazione ricevuta, dell\u2019infanzia? Mi appassiona da sempre scovare suggestioni, influenze, debiti e sfumature nella loro esistenza, umana e artistica. Nei tre grandi della letteratura europea, J. 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