{"id":463,"date":"2025-05-26T14:04:51","date_gmt":"2025-05-26T12:04:51","guid":{"rendered":"https:\/\/roberta.dipascasio.it\/?p=463"},"modified":"2025-05-26T14:04:51","modified_gmt":"2025-05-26T12:04:51","slug":"elsa-morante-la-prodigiosa-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/roberta.dipascasio.it\/?p=463","title":{"rendered":"Elsa Morante la prodigiosa"},"content":{"rendered":"\n<p>Ancora oggi la donna nella letteratura \u00e8 relegata a un ruolo secondario. \u00c8 evidente nei premi, negli articoli, nei convegni, nelle presenze ridotte al minimo nelle antologie e nei testi di scuola. Anche non dare visibilit\u00e0 \u00e8 una forma di discriminazione.<\/p>\n\n\n\n<p>La scrittrice francese Simone de Beauvoir, considerata un\u2019antesignana del femminismo, ha lottato contro la societ\u00e0 patriarcale e contro un potere che secondo lei \u00e8 sempre appartenuto agli uomini. Tanto \u00e8 stato fatto da allora, ma non abbastanza. Il pensiero delle donne ha poco spazio nei media; l\u2019industria culturale, come tanti altri contesti, riflette una societ\u00e0 ancora maschilista che propone e perpetua stereotipi di genere. Negli ultimi anni molte scrittrici hanno sollevato e alimentato un dibattito sul prestigio letterario e l\u2019esclusione delle donne dai luoghi in cui questo prestigio si realizza: i festival e i premi. Parlarne \u00e8 importante, sebbene non basti.<\/p>\n\n\n\n<p>Il Novecento \u00e8 il secolo pi\u00f9 emblematico per comprendere il problema dell\u2019esclusione femminile dalle alte sfere della letteratura. Nel 1926 la scrittrice sarda Grazia Deledda \u00e8 la prima donna italiana (e finora l\u2019unica) a vincere il premio Nobel per la Letteratura. Eppure oggi il suo nome compare appena nelle antologie e le sue opere vengono nominate raramente, figuriamoci lette. E questo non avviene solo in ambito letterario: per lungo tempo la Archibugi \u00e8 stata l\u2019unica regista donna ad aver vinto un David di Donatello, solo quest&#8217;anno le cose sembrano cambiate. Se consideriamo il premio Strega, in ben 78 edizioni (anno 2024) solo 13 donne lo hanno vinto, e tra queste la prima \u00e8 stata Elsa Morante con il suo magnifico \u201cL\u2019Isola di Arturo\u201d, nel 1957; l\u2019amico scrittore Raffaele La Capria, bonario e paternalista, disse che era un libro pieno di forza e di immaginazione, pareva impossibile che fosse scritto da una donna.<\/p>\n\n\n\n<p>Dedichiamo questo articolo a lei, una delle scrittrici pi\u00f9 potenti e significative del \u2018900, libera da correnti letterarie, estranea a tradizioni e modelli affermati. Unica e maestosa, sfolgorante ed enigmatica.<\/p>\n\n\n\n<p>Ha solo dieci anni quando scopre che il suo vero padre non \u00e8 Augusto Morante ma Francesco Lo Monaco, un amico di famiglia che frequenta assiduamente la loro casa. \u00c8 una verit\u00e0 dolorosa, una ferita non rimarginabile. Finito il liceo lascia la famiglia andando a vivere in camere ammobiliate, sostentandosi con lavoretti d\u2019occasione e collaborazioni giornalistiche. Scrive in una stanza, da sola, con una penna e in compagnia dei suoi gatti e racconta solitudini, nevrosi, lotte dell\u2019anima, la sua immaginazione \u00e8 un fuoco che non si placa. Aveva iniziato da bambina a comporre fiabe, poesie, storie e continuer\u00e0 per tutta la vita, una vita inquieta in cui forse l\u2019unica salvezza \u00e8 ricercata proprio nella scrittura, che \u00e8 un voto per lei, un sacrificio, una ricerca delle origini, di una tana protetta. Sposa Alberto Moravia, frequenta artisti e intellettuali come Saba e Pasolini, viaggia molto. Ma gli ultimi anni sono difficili, la vecchiaia \u00e8 un uragano che spazza via tutto, lei ha orrore del disfacimento fisico, attraversa momenti di sconforto e depressione, periodi di difficolt\u00e0 nella scrittura, un femore fratturato in seguito a una caduta la obbliga a letto impedendole una vita libera e autosufficiente, arriver\u00e0 a tentare il suicidio.<\/p>\n\n\n\n<p>Inventare \u00e8 ricordare, disse una volta. Tutti i suoi romanzi raccontano una storia di dolore, vi troviamo sempre volti di madri, scomparse tradite cercate rimpiante. In \u201cMenzogna e sortilegio\u201d la protagonista resta sola dopo la morte della madre adottiva, \u201cL\u2019isola di Arturo\u201d ha al centro un ragazzino orfano di madre, morta dandolo alla luce, che cresce in solitudine con un padre assente e fuggevole, ne \u201cLa storia\u201d ci sono una donna violentata e un figlio senza padre, in \u201cAracoeli\u201d un quarantenne fallito e omosessuale infelice parte alla ricerca del fantasma della madre morta, una ragazza andalusa, ricordo felice e insieme prigione, il viaggio come desiderio disperato di recuperare un paradiso perduto. Una storia diversa dalle precedenti, disperata, colma di sofferenza. Nel 1983, a pochi mesi dalla pubblicazione, tenta il suicidio. Non scriver\u00e0 pi\u00f9 e morir\u00e0 due anni dopo per un infarto.<\/p>\n\n\n\n<p>Proprio in \u201cAracoeli\u201d troviamo le parole che tradiscono la fatica e il dolore di vivere: \u201cOgni creatura, sulla terra, si offre. Patetica, ingenua, si offre: sono nato! eccomi qua, con questa faccia, questo corpo e quest\u2019odore. Vi piaccio? Mi volete? Da Napoleone, a Lenin e a Stalin, all\u2019ultima battona, al bambino mongoloide, a Greta Garbo e a Picasso e al cane randagio, questa in realt\u00e0 \u00e8 l\u2019unica perpetua domanda di ogni vivente agli altri viventi. Vi piaccio? Mi volete?\u201d<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ancora oggi la donna nella letteratura \u00e8 relegata a un ruolo secondario. \u00c8 evidente nei premi, negli articoli, nei convegni, nelle presenze ridotte al minimo nelle antologie e nei testi di scuola. Anche non dare visibilit\u00e0 \u00e8 una forma di discriminazione. 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