{"id":281,"date":"2024-08-27T14:29:35","date_gmt":"2024-08-27T12:29:35","guid":{"rendered":"https:\/\/roberta.dipascasio.it\/?p=281"},"modified":"2024-08-27T14:29:35","modified_gmt":"2024-08-27T12:29:35","slug":"irene-nemirovsky-lincompiuta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/roberta.dipascasio.it\/?p=281","title":{"rendered":"Ir\u00e8ne N\u00e9mirovsky l&#8217;incompiuta"},"content":{"rendered":"\n<p>Mi colpisce da sempre la vita di autori e artisti morti molto giovani o avanti con l\u2019et\u00e0 senza avere la minima idea di cosa sarebbero diventate le loro opere, di cosa avrebbero rappresentato, del successo che avrebbero avuto. Penso a Kafka, a Emily Dickinson, che pass\u00f2 pi\u00f9 della met\u00e0 della sua vita chiusa in casa a scrivere poesie e racconti riuscendo a pubblicarne meno di una decina, a Sylvia Plath che mor\u00ec suicida, a John Williams il cui romanzo \u201cStone\u201d, l\u2019antieroe in cui tutti possono riconoscersi, \u00e8 diventato un libro di culto solo dopo la sua morte; penso a Van Gogh che vendette un solo quadro mentre era in vita, a Modigliani che mor\u00ec in povert\u00e0, e penso a Ir\u00e8ne N\u00e9mirovsky.<\/p>\n\n\n\n<p>Nasce a Kiev nel 1903 da una famiglia di ricchi banchieri di origini ebraiche, che lasciano la Russia rivoluzionaria dei bolscevichi (la famiglia era vicina allo zar e dovette fuggire) e si stabiliscono in Francia. \u00c8 qui che la N\u00e9mirovsky trascorre un\u2019infanzia dorata e infelice con una madre anaffettiva e severa, verso la quale prover\u00e0 sempre un sentimento d\u2019amore e di odio, e con un padre spesso assente, impegnato ad accumulare affari e guadagni.<\/p>\n\n\n\n<p>Ir\u00e8ne cresce con una bambinaia francese, alla quale \u00e8 legatissima, mentre con la madre il rapporto \u00e8 distante e freddo. Nonostante l\u2019infanzia solitaria (o proprio grazie ad essa), Ir\u00e8ne si dedica alla lettura e alla scrittura fin da giovanissima, studia lettere alla Sorbona e conosce sette lingue tra cui il russo, il francese, l\u2019inglese e l\u2019yiddish; scrive con metodo, febbrilmente, e riempie quaderni su quaderni con la sua calligrafia minuscola. Un giorno manda in forma anonima un suo scritto, il David Golder, all\u2019editore Grasset che lo legge in una notte e la mattina seguente pubblica un annuncio su un quotidiano in cui cerca l\u2019autore dello straordinario romanzo, una storia dura, acuta e asciutta: sicuramente \u2013 afferma Grasset \u2013 \u00e8 un uomo il misterioso scrittore. L\u2019editore (lo stesso che si accorse di Proust stampando il primo dei sette libri della Ricerca) pubblica il romanzo di Ir\u00e8ne ed \u00e8 subito un successo, diventa in pochi giorni argomento da salotto e la critica ne \u00e8 entusiasta, si grida al capolavoro nonostante l\u2019incredulit\u00e0 per una crudezza che fino ad allora era ritenuta possibile soltanto a un uomo, ed \u00e8 tale la sorpresa che in molti si chiedono come abbia potuto una donna scrivere un libro del genere, senza sentimentalismi, cos\u00ec aspro, sconsigliato persino alle fanciulle perch\u00e9 non ritenuto adatto alla loro sensibilit\u00e0. Un libro che gronda odio, soprattutto verso il denaro e tutto ci\u00f2 che pu\u00f2 essere trasformato in denaro, oggetti e sentimenti, e verso tutte le forme in cui il denaro si declina: pensiero, potere, violenza, furore.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma allora cos&#8217;\u00e8 che ti conforta? &#8220;La certezza della mia libert\u00e0 interiore&#8221; fa dire a un suo personaggio, &#8220;questo bene prezioso, inalterabile, e che dipende sola da me perdere o conservare. La convinzione che le passioni spinte al parossismo come capita come capita ora finiscono poi per placarsi. Che tutto ci\u00f2 che ha un inizio avr\u00e0 una fine. In poche parole, che le catastrofi passano e che bisogna cercare di non andarsene prima di loro, ecco tutto. Perci\u00f2, prima di tutto vivere. Giorno per giorno. Resistere, attendere, sperare\u201c.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma le cose andarono diversamente. Nel 1935 il governo francese rifiuta la sua richiesta di cittadinanza; con l\u2019inasprirsi delle leggi razziali, nel 1939 la scrittrice si fa battezzare cattolica a Parigi, ma l\u2019anno seguente le viene proibito di pubblicare e d\u2019altro canto nessun editore lo farebbe considerando che \u00e8 ebrea e per di pi\u00f9 straniera. Si trasferisce in campagna con la famiglia e lavora a Suite Francese, ma nel 1942 viene arrestata, deportata e dopo solo un mese muore a 39 anni, ufficialmente per un\u2019influenza, sebbene in tanti si fossero impegnati per liberarla; anche il marito sar\u00e0 arrestato e morir\u00e0 ad Auschwitz. Per le figlie segue un periodo di rifugi di fortuna, di fughe, di documenti falsi e di un\u2019inseparabile valigia piena di quaderni. Suite francese rimane in un cassetto finch\u00e9 Denise Epstein decide di batterlo a macchina: incompiuto, viene pubblicato postumo solo nel 2004 in Francia e l\u2019anno seguente in Italia.<\/p>\n\n\n\n<p>Possiamo distinguere due principali linee tematiche nella sua opera, la \u201cpaterna\u201d e la \u201cmaterna\u201d: la linea paterna, a cui fanno riferimento romanzi come David Golder, I cani e i lupi e Una pedina sulla scacchiera, racconta il denaro, gli affari, il vizio, il gioco d\u2019azzardo e soprattutto la religione o, meglio, il carattere di chi appartiene a quella religione, l\u2019ebraica; la materna riguarda invece il desiderio, la passione, l\u2019infanzia, con i suoi correlati di odio, egoismo, disprezzo, rancore, dolore, infelicit\u00e0, vendetta e che possiamo veder messi in scena in romanzi come La nemica, Il ballo, Il vino della solitudine, J\u00e9zabel. Una distinzione forse un po\u2019 schematica perch\u00e9 nei singoli libri non \u00e8 mai netta anzi, le due linee tematiche si mescolano e contaminano vicendevolmente, l\u2019una non pu\u00f2 proprio esistere senza l\u2019altra: il mondo degli affari \u00e8 impensabile senza un contesto famigliare che da quegli affari ricava benefici, ma che sono al contempo causa di infelicit\u00e0; cos\u00ec come la psicologia materna \u2013 nello specifico il rapporto madre-crudele\/figlia succube e poi vendicativa \u2013 trae forza dalla debolezza della figura paterna, incapace di vedere (o scegliendo di non vedere) le trame della moglie anaffettiva.<\/p>\n\n\n\n<p>Il contenuto della gran parte dei romanzi della N\u00e9mirovsky appartiene a un mondo infantile e adolescenziale, cio\u00e8 famigliare. La famiglia \u00e8 il teatro in cui emerge ogni sentimento umano, il microcosmo di tutto il male e di tutto il bene del mondo. \u00c8 come se la scrittrice avesse raccolto dall\u2019infanzia all\u2019adolescenza l\u2019immaginario che utilizzer\u00e0 per tutti i suoi libri, e la conseguenza \u00e8 una sorta di infantilismo anche dal punto di vista percettivo di cui lei stessa \u00e8 cosciente, tanto da scrivere ne Il vino della solitudine \u201cnon essere stata bambina quando era il momento di esserlo forse fa s\u00ec che non si possa mai maturare come gli altri; si \u00e8 appassiti da un lato e ancora acerbi dall\u2019altro, come un frutto troppo presto esposto al freddo e al vento\u2026\u201d. La N\u00e9mirovsky non riuscir\u00e0 mai a liberarsi di quella ferita, il dolore e il trauma rimarranno per tutta la vita mantenendo costante uno stato emotivo pervaso di rabbia, rancore, desiderio di vendetta. Un\u2019emotivit\u00e0 che, anche stilisticamente, se aiuta la scrittrice a trovare a suo modo una <em>elaborazione del lutto<\/em>, una specie di terapia, non le permette di uscire da quel confine che diventa un limite.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 anche vero che nello stesso ventennio (tra l\u2019inizio degli anni Venti e la fine degli anni Trenta) vengono pubblicati Alla ricerca del tempo perduto di Proust, l\u2019Ulisse di Joyce e La montagna incantata di Thomas Mann, cominciano a comparire postumi i romanzi di Kafka e viene stampato Viaggio al termine della notte di C\u00e9line, e la N\u00e9mirovsky non arriva certamente a quelle altezze. Tuttavia possiamo chiederci: prima o poi ci sarebbe riuscita? Avrebbe scritto altre opere ancora pi\u00f9 straordinarie? Avrebbe superato il confine del dolore? Oppure, semplicemente: si pu\u00f2 guarire dalla mancanza d\u2019amore?<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Mi colpisce da sempre la vita di autori e artisti morti molto giovani o avanti con l\u2019et\u00e0 senza avere la minima idea di cosa sarebbero diventate le loro opere, di cosa avrebbero rappresentato, del successo che avrebbero avuto. Penso a Kafka, a Emily Dickinson, che pass\u00f2 pi\u00f9 della met\u00e0 della sua vita chiusa in casa&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":282,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[],"class_list":["post-281","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-senza-categoria"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/roberta.dipascasio.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/281","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/roberta.dipascasio.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/roberta.dipascasio.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/roberta.dipascasio.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/roberta.dipascasio.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=281"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/roberta.dipascasio.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/281\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":283,"href":"https:\/\/roberta.dipascasio.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/281\/revisions\/283"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/roberta.dipascasio.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/282"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/roberta.dipascasio.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=281"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/roberta.dipascasio.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=281"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/roberta.dipascasio.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=281"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}