{"id":223,"date":"2024-02-16T11:58:02","date_gmt":"2024-02-16T10:58:02","guid":{"rendered":"https:\/\/roberta.dipascasio.it\/?p=223"},"modified":"2024-02-16T11:58:02","modified_gmt":"2024-02-16T10:58:02","slug":"il-superuomo-secondo-dumas","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/roberta.dipascasio.it\/?p=223","title":{"rendered":"Il superuomo secondo Dumas"},"content":{"rendered":"\n<p>Le grandi storie della letteratura hanno il potere di immergere i lettori in mondi di fantasia che diventano veri e credibili. Persino istruttivi. Perch\u00e9 i libri, oltre a favorire l\u2019immaginazione e migliorare la consapevolezza di s\u00e9 e il linguaggio, sono maestri di vita, insegnano a vivere. La psicologa e romanziera Keith Oatley paragona le storie ai simulatori di volo: consentono ai piloti di addestrarsi in sicurezza, cos\u00ec le storie ci preparano alle sfide del mondo reale, la finzione narrativa racconta problemi simili ai nostri cos\u00ec da darci l\u2019opportunit\u00e0 di vivere esperienze e problematiche di ogni tipo rimanendo <em>illesi<\/em>. Facciamo pratica insomma, ci esercitiamo come se fosse una palestra, leggendo ci domandiamo \u201ccosa avrei fatto io?\u201d. Le domande sono un modo per imparare a vivere. La letteratura informa, insegna, addestra.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cIl conte di Montecristo\u201d di Alexandre Dumas \u00e8 uno dei romanzi pi\u00f9 appassionanti che siano mai stati scritti ed emblematico dal punto di vista dell\u2019allenamento e della sperimentazione per il lettore, che riesce a testare ogni situazione, emozione o avventura come se fosse proprio l\u00ec, tra le pagine insieme ai personaggi. E c\u2019\u00e8 davvero tutto in questa storia: l\u2019innocenza tradita, la condanna ingiusta, il tradimento, la fuga, l\u2019ottenimento di una grande fortuna da parte della vittima perseguitata, la libert\u00e0 sofferta, la strategia di una vendetta contro personaggi che durante il romanzo sono stati resi cos\u00ec detestabili che \u00e8 impossibile non esultare di fronte alla loro sconfitta, la voglia di resistere. Su tutto questo svetta il tema ricorrente del feuilleton: il superuomo. Ma a differenza di tanti altri romanzi popolari che si fondavano su questa figura, Dumas ce lo rappresenta tormentato, diviso tra l\u2019onnipotenza e la paura, tra i dubbi e la consapevolezza che in fondo quel potere nasce dalla sofferenza, ne \u00e8 in qualche modo giustificato. Dant\u00e8s \u00e8 un eroe senza tempo, umano e al contempo invincibile, la sua vendetta spinta fino alle estreme conseguenze racchiude il bene e il male, la giustizia e l\u2019arbitrio. In fondo il conte \u00e8 come un Cristo, dice Umberto Eco, vittima sacrificale della malvagit\u00e0 umana, buttato nella tomba del terribile carcere d\u2019If da cui riemerge per giudicare gli uomini, senza mai dimenticare il suo dolore e la difettosit\u00e0 della natura umana.<\/p>\n\n\n\n<p>E poco importa se \u00e8 forse uno dei romanzi peggiori dal punto di vista della scrittura, cos\u00ec zeppo di ridondanze, di ripetizioni, di divagazioni che non trovano una fine e si ingarbugliano su se stesse, di sentimenti goffi e di descrizioni meccaniche, di personaggi tratteggiati con caratteristiche e reazioni simili per pagine e pagine; e questo ovviamente non perch\u00e9 Dumas non sapesse scrivere ma al tempo si veniva pagati a riga: \u00e8 comprensibile che lo scrittore accogliesse anche il superfluo pur di racimolare qualche soldo in pi\u00f9. Inoltre si deve tener conto dell\u2019esigenza, comune a tutto il romanzo d\u2019appendice, di dover ripetere anche fatti gi\u00e0 raccontati per non far dimenticare ai lettori distratti quanto successo di puntata in puntata, per mantenere intatto il filo della trama.<\/p>\n\n\n\n<p>Eppure a distanza di pi\u00f9 di 150 anni, nonostante le tante imperfezioni, \u201cIl conte di Montecristo\u201d continua a conquistare e ad appassionare lettori di tutte le et\u00e0 e rimane ad oggi una delle opere pi\u00f9 lette e fortunate della letteratura, una storia con una carica emotiva cos\u00ec forte da avvincere il lettore dalla prima all\u2019ultima delle centinaia di pagine di cui \u00e8 composto. Perch\u00e9 a volte nella letteratura ci\u00f2 che conta non sono le mancanze, le ridondanze, le ripetizioni, ma la capacit\u00e0 di coinvolgere e appassionare; anzi, potremmo chiederci: se la storia di Dant\u00e8s non avesse avuto mille pagine ma soltanto un terzo, sarebbe stata ugualmente straordinaria e ammaliante? Probabilmente no poich\u00e9 qui parliamo di stile, e se alcune opere, dal punto di vista \u2018estetico\u2019, non soddisfano tutti i requisiti di un\u2019opera d\u2019arte non vuol dire che non siano arte, vuol dire invece che la parte fondamentale \u00e8 proprio la loro funzione fabulatrice, hanno una loro verit\u00e0 viscerale, una fascinazione indiscussa. Come diceva il pittore Gauguin, nell\u2019arte viene prima l\u2019emozione e soltanto dopo la comprensione. E l\u2019emozione e il coinvolgimento di chi legge prescindono dalle regole, dalla perfezione, dai lacci della logica.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le grandi storie della letteratura hanno il potere di immergere i lettori in mondi di fantasia che diventano veri e credibili. Persino istruttivi. Perch\u00e9 i libri, oltre a favorire l\u2019immaginazione e migliorare la consapevolezza di s\u00e9 e il linguaggio, sono maestri di vita, insegnano a vivere. 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