{"id":201,"date":"2023-10-29T11:31:04","date_gmt":"2023-10-29T10:31:04","guid":{"rendered":"https:\/\/roberta.dipascasio.it\/?p=201"},"modified":"2023-10-29T11:31:05","modified_gmt":"2023-10-29T10:31:05","slug":"alla-scoperta-di-memorabili-luoghi-letterari","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/roberta.dipascasio.it\/?p=201","title":{"rendered":"Alla scoperta di memorabili luoghi letterari"},"content":{"rendered":"\n<p>Nel corso dei secoli, la grande Letteratura ci ha regalato luoghi letterari rimasti poi indelebili nel cuore dei lettori, spazi immaginari o realt\u00e0 concrete e dettagliate in cui \u00e8 ambientata una storia, tutti strettamente legati alle suggestioni del racconto e alle vicende dei protagonisti. Non semplici sfondi da cartolina o scenari casuali dunque, ma ambienti che diventano parte integrante dell\u2019opera, necessari, vitali, seducenti, in alcuni casi veri e propri personaggi al pari degli altri in carne e ossa.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cL\u2019ambientazione di una storia \u00e8 ci\u00f2 che ci fa ritrovare in un luogo preciso. D\u00e0 a noi lettori la sensazione di vivere insieme ai personaggi. Se una storia \u00e8 ambientata in Honduras, dovremmo sentirci accaldati, sudati e assetati. Dovremmo vedere il sole cuocere la piazza della citt\u00e0 e il vapore alzarsi dalla schiena del piccolo asinello legato a fianco della chiesa. Dovremmo sentire l\u2019odore dello zozo, la ghiottoneria locale a base di testa di pesce e bucce di banana, che sfrigola sui carboni accesi. Un ambiente descritto con bravura, non solo ci dice dove ci troviamo, ma dona alla storia un senso di verit\u00e0, quella credibilit\u00e0 che noi chiamiamo verosimiglianza\u201d spiegava John Leggett.<\/p>\n\n\n\n<p>Gli scrittori costruiscono i luoghi, mondi di carta che il lettore vede, respira, sente, e in cui si immerge, cammina, tocca.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Georges Simenon<\/strong> scrisse decine e decine di romanzi con diverse ambientazioni eppure, nonostante gli intrecci possano svolgersi in posti diversi, il suo paesaggio <em>tipo<\/em> resta la citt\u00e0 di provincia, il porto, i canali, la strada con i suoi caff\u00e8 e i suoi alberghetti. Il passaggio di un treno, la nebbiolina che sale, il passo di un viandante. Il paesaggio descritto da Simenon crea un\u2019atmosfera con pochi elementi e contribuisce in modo determinante alla storia; a volte completa persino i personaggi che nei suoi romanzi sono piuttosto scarni, lo stile dello scrittore belga \u00e8 asciutto e neutrale e cos\u00ec l\u2019ambiente perfeziona la storia, permette al lettore di riempire i vuoti con il suo immaginario.<\/p>\n\n\n\n<p>In molti casi i luoghi diventano veri e propri protagonisti, condizionano la trama, l\u2019azione, le emozioni e il finale. La stessa storia spostata in un altro ambiente perderebbe senso, forza e significato.<\/p>\n\n\n\n<p>A met\u00e0 dell\u2019800, quando <strong>Victor Hugo<\/strong> lavorava alla stesura de \u201cI miserabili\u201d, Parigi era fatta di ampi viali, di tavolini davanti ai caff\u00e8, di alberi ben curati e illuminati dai numerosi lampioni, una citt\u00e0 sicura, viva, frequentata. Ma solo qualche decennio prima, nel periodo in cui \u00e8 ambientato il romanzo, era un luogo molto pi\u00f9 buio, povero, in cui regnavano disuguaglianza e disperazione, una vecchia Parigi costruita su un labirinto di stradine, cortili e angoli dove i personaggi scivolavano nell\u2019oscurit\u00e0. Per Hugo la citt\u00e0 aveva sotto di s\u00e9 un\u2019altra Parigi, una copia sporca e dall\u2019odore nauseabondo, e \u201cchi guarda nelle sue profondit\u00e0 ha le vertigini\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>La brughiera dello Yorkshire in cui \u00e8 ambientato \u201cCime tempestose\u201d di <strong>Emily Bront\u00eb<\/strong> \u00e8 un luogo naturale battuto dal vento, uggioso, dal cielo plumbeo, ci sono paludi, fossi, radici esposte, \u00e8 spesso ricoperto di nebbia, un paesaggio indomabile, volubile e meditabondo. Non potremmo immaginare lo stesso romanzo impetuoso e appassionato adattato in un\u2019altra parte del mondo, perch\u00e9 la brughiera \u00e8 un luogo vivo e tormentato che riflette lo stato d\u2019animo dei personaggi, \u00e8 parte integrante della loro storia.<\/p>\n\n\n\n<p>La Manhattan di fine anni \u201940 che fa da sfondo al vagabondare del <strong>giovane Holden<\/strong> cacciato da scuola \u00e8 insieme grande, inebriante, tetra, attraente, infaticabile, fatta di hotel e strade affollate ma anche della grandezza di Central Park e dei numerosi grattacieli; \u00e8 una citt\u00e0 in divenire, alla ricerca della propria identit\u00e0 dopo l\u2019orrore e il buio della Seconda guerra mondiale e rispecchia cos\u00ec l\u2019adolescente protagonista di Salinger dallo sguardo anticonvenzionale, disilluso e ribelle in cerca del suo posto nel mondo.<\/p>\n\n\n\n<p>Pensiamo alla periferia dell\u2019America puritana e bigotta degli anni \u201870 cos\u00ec come viene descritta da <strong>Jeffrey Eugenides<\/strong> nel magnifico \u201cLe vergini suicide\u201d, un ambiente puritano che fa da sfondo perfetto alla tragedia delle cinque sorelle Lisbon, oppure all\u2019altopiano spagnolo selvaggio e fertile de La Mancia, una terra rossa illuminata dal sole e dal cielo blu e coperta di grano, prati, olivi, filari di vigne, con i bianchi mulini a vento che sembrano in lontananza giganti intenti a muovere le loro lunghe braccia. Una regione attraversata da <strong>Don Chisciotte<\/strong> con la sua immaginazione, la sua armatura e il fidato scudiero Sancho Panza, in viaggio per riparare le ingiustizie e resuscitare la cavalleria. O ricordiamo la <strong>San Pietroburgo<\/strong> che vediamo attraverso gli occhi e i passi del povero studente Raskol\u2019nikov: non la citt\u00e0 magnifica fatta di palazzi e cupole ma quella sovraffollata e afflitta da criminalit\u00e0, malattie e miseria; la sua parabola di delitto e redenzione si immerge nelle strade accaldate e sporche, passa attraverso retrobottega luridi, bordelli e locande anguste, ci mostra una citt\u00e0 caotica e degradata.<\/p>\n\n\n\n<p>In realt\u00e0 questa sorta di mappa letteraria potrebbe ampliarsi all\u2019infinito. Attraverso lo scorrere delle pagine \u2013 che raccontino di grandi citt\u00e0 trafficate o di foreste buie, di montagne innevate o di quartieri poveri, di templi o di pianure assolate, di pub fumosi o di campagne deserte, di luoghi di polvere e sporcizia o di luce e speranza, di mondi inventati dei fantasy e delle storie di fantascienza o di semplici atmosfere inquietanti e sinistre tipiche dei noir \u2013 il lettore pu\u00f2 perdersi fantasticando, pu\u00f2 conoscere, scoprire, immergersi, capire; pu\u00f2 calarsi come un palombaro in un altro mondo e conoscerlo e abitarlo come fosse il suo. Un modo per viaggiare e immaginare unico e potente, che solo la Letteratura pu\u00f2 regalarci.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nel corso dei secoli, la grande Letteratura ci ha regalato luoghi letterari rimasti poi indelebili nel cuore dei lettori, spazi immaginari o realt\u00e0 concrete e dettagliate in cui \u00e8 ambientata una storia, tutti strettamente legati alle suggestioni del racconto e alle vicende dei protagonisti. 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