{"id":171,"date":"2023-09-01T11:25:06","date_gmt":"2023-09-01T09:25:06","guid":{"rendered":"https:\/\/roberta.dipascasio.it\/?p=171"},"modified":"2023-09-02T14:35:48","modified_gmt":"2023-09-02T12:35:48","slug":"gogol-ossessioni-e-fragilita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/roberta.dipascasio.it\/?p=171","title":{"rendered":"Gogol&#8217;: ossessioni e vulnerabilit\u00e0"},"content":{"rendered":"\n<p>Siamo nel 1809. In un villaggio ucraino alle periferie dell\u2019impero nasce Nicolaj Vasil\u00b4evi\u010d Gogol\u2019 da genitori proprietari terrieri che gli trasmettono un grande amore per la terra, per le tradizioni folkloriche, per la memoria popolare; il padre \u00e8 anche autore di commedie ucraine. Gogol\u2019 cresce in questo mondo calmo, silenzioso, un po\u2019 fuori dal tempo, e quando si trasferisce nella grande citt\u00e0, Pietroburgo, si trova ad affrontare una realt\u00e0 totalmente diversa, fatta di burocrazia e meschinit\u00e0, di rivalit\u00e0 e ambizioni, di ipocrisie e indifferenza; un ambiente che lo disorienta e che si scontra con il suo bisogno di semplicit\u00e0, di un certo spiritualismo, di autenticit\u00e0. Viene assunto come professore di storia all\u2019universit\u00e0, ma l\u2019esperienza si rivela presto un insuccesso: sembra che riesca a essere creativo solo nell\u2019arte, quando invece deve spiegare e insegnare perde la sua verve e diventa morboso, pedante; gli alunni lo trovano persino noioso.<\/p>\n\n\n\n<p>Lo stesso Nabokov lo descrive goffo in societ\u00e0, un po\u2019 disadattato, una genialit\u00e0 che viene fuori solo quando si lascia sprofondare nel suo abisso personale ma sembra sparire ogni volta che prova a spiegare razionalmente i suoi scritti, quando vuole pianificare a tutti i costi opere che migliorino gli uomini, quando smania di scrivere la storia pi\u00f9 importante e innovatrice della letteratura russa. \u00c8 ossessionato dal giudizio dei suoi contemporanei, vuole ammaestrarlo, cerca approvazione, ma sente di non riuscirci cos\u00ec impazzisce dietro quello che per lui \u00e8 un brusio indistinto di critiche alle sue spalle.<\/p>\n\n\n\n<p>Ha capelli lunghi e lisci, baffi sottili e neri, un\u2019espressione tormentata nello sguardo e un naso grande e appuntito, la sua ossessione, un elemento ricorrente e assillante nella vita come nella scrittura, tanto che a soli venti anni scrive un racconto che \u00e8 un piccolo gioiello di inventiva e originalit\u00e0 intitolato appunto \u201cIl naso\u201d: narra le incredibili vicende di un naso scomparso dal viso del suo padrone, che vaga in alta uniforme per le strade di San Pietroburgo nello sgomento generale. Con ironia, Gogol\u2019 accompagna i lettori su e gi\u00f9 per la Prospettiva Nevskij a inseguire il Naso e il suo disperato padrone e al tempo stesso osserva le ingiustizie, i soprusi, il servilismo imperante e i rituali di una piccola borghesia ignorante e presuntuosa. Un vero capolavoro per la ricchezza dell\u2019immaginazione, per un linguaggio pieno di ritmo e di effetti acustici, per l\u2019aspetto visionario e grottesco e per una carica surreale che rimane il suo tratto distintivo e che tanto ha influenzato gli scrittori successivi, lo stesso Kafka ne \u00e8 in qualche modo l\u2019erede. Eppure \u00e8 stato riscritto pi\u00f9 volte e pi\u00f9 volte censurato perch\u00e9 ritenuto brutto e triviale, poi pubblicato con il sostegno dell\u2019amico Pu\u0161kin.<\/p>\n\n\n\n<p>Il carattere ironico e insieme realistico dei racconti, immersi nella mediocrit\u00e0 della Russia contemporanea, diventa satira pungente nella commedia \u201cL\u2019ispettore generale\u201d, messa in scena a Pietroburgo nel 1836, una rappresentazione grottesca della burocrazia che suscita molte polemiche nell\u2019opinione pubblica. Gogol\u2019 ne rimane cos\u00ec amareggiato da decidere di partire per un lungo viaggio attraverso l\u2019Europa; si ferma a Roma per un lungo periodo e qui porta avanti il romanzo che secondo lui lo avrebbe consacrato come pioniere della nuova letteratura russa, una sorta di poema dantesco moderno calato nella Russia provinciale: \u201cLe anime morte\u201d. Come tante altre, anche quest\u2019opera subisce modifiche e tagli da parte della censura zarista, a partire gi\u00e0 dal titolo che all\u2019inizio fu cambiato in \u201cI viaggi di Cicikov\u201d perch\u00e9 la chiesa ammonisce che le anime sono immortali e non si possono definire morte. Quando riceve una lettera spietata dal critico Belinskij che gli rinfaccia di essersi rincretinito dietro alle frottole del cristianesimo, dell\u2019individualismo, dell\u2019uomo alla ricerca di una propria spiritualit\u00e0, Gogol\u2019 rimane cos\u00ec male da bruciare la seconda e la terza parte del romanzo. Il suo servitore racconter\u00e0 che si fece il segno della croce, torn\u00f2 nella sua stanza, si stese sul divano e si mise a piangere.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel 1842 pubblica il racconto \u201cIl cappotto\u201d, definito da Nabokov un incubo grottesco e cupo che apre buchi neri nell\u2019incerto disegno della vita. Come \u00e8 per tutte le trame delle storie di Gogol, anche questa si pu\u00f2 riassumere in poche parole: un povero e modesto impiegato della cancelleria dopo tanti sacrifici riesce a comprare un cappotto nuovo, ma la prima volta che esce di sera per andare a una serata tra colleghi viene derubato del prezioso indumento, muore e si trasforma in fantasma per tormentare i passanti lungo le vie di San Pietroburgo. Una piccola trama che diventa un gioiello assoluto di umorismo, di intelligenza e di realismo al tempo stesso, una storia di una profondit\u00e0 e acume straordinari. Gogol\u2019 sbeffeggia col sorriso tutti gli strati della societ\u00e0, corrotta e patetica, e lo fa con un\u2019ironia che \u00e8 al tempo stesso scavo psicologico, \u201cch\u00e9 l\u2019ironia \u00e8 supremo esercizio dell\u2019intelletto, strumento di ribaltamento prospettico e pertanto disvelatore dell\u2019animo umano\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Tanto geniale nelle opere, quanto fragile e tormentato nella vita, Gogol\u2019 non riuscir\u00e0 mai a trovare un equilibrio tra il desiderio mistico di connessione e comprensione dell\u2019altro e della societ\u00e0 e il suo bisogno di criticarne le contraddizioni e le bassezze, tra le sue aspirazioni e la vita reale. Crisi frequenti lo portano a lunghi periodi di digiuno alla continua ricerca di quella angosciante purificazione interiore. I medici lo curano con salassi e purghe, accelerando per\u00f2 lo spegnersi di un organismo gi\u00e0 debilitato dalla malnutrizione. Vi \u00e8 qualcosa di terribilmente simbolico nella mesta scena dei futili tentativi di Gogol\u2019 di liberarsi delle viscide sanguisughe che in ospedale gli hanno messo sul naso. Ha una vera fobia di quegli animaletti viscidi, striscianti, ed \u00e8 il suo dramma morire con quei grumi di vermi neri attaccati alle narici. La scuola dei grandi medici russi non c\u2019\u00e8 ancora, spiega Nabokov, sono generici e incapaci quelli che assistono il povero Gogol\u2019, gli stessi che avevano curato Pu\u0161kin con una pallottola nello stomaco come se fosse un bambino costipato.<\/p>\n\n\n\n<p>Gogol\u2019 muore nel 1852 a poco pi\u00f9 di 40 anni. Il suo sogno era di lasciare un segno nella letteratura e senza saperlo non solo lo ha lasciato indelebile, ma ha posto le basi del racconto e del romanzo moderno. Lo stesso Dostoevskij disse \u201cNoi siamo tutti usciti dal cappotto di Gogol\u201d perch\u00e9 in questa novella \u201cogni vero scrittore russo pot\u00e9 sentire qualcosa di atavico, vi si riconobbe e la am\u00f2 con rispetto filiale\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Siamo nel 1809. In un villaggio ucraino alle periferie dell\u2019impero nasce Nicolaj Vasil\u00b4evi\u010d Gogol\u2019 da genitori proprietari terrieri che gli trasmettono un grande amore per la terra, per le tradizioni folkloriche, per la memoria popolare; il padre \u00e8 anche autore di commedie ucraine. 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