{"id":169,"date":"2023-09-01T11:13:47","date_gmt":"2023-09-01T09:13:47","guid":{"rendered":"https:\/\/roberta.dipascasio.it\/?p=169"},"modified":"2023-09-01T11:13:47","modified_gmt":"2023-09-01T09:13:47","slug":"il-genio-tormentato-di-dostoevskij","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/roberta.dipascasio.it\/?p=169","title":{"rendered":"Il genio tormentato di Dostoevskij"},"content":{"rendered":"\n<p>\u201cLa sofferenza. Questa \u00e8 l\u2019unica causa della consapevolezza\u201d: in questa convinzione \u00e8 racchiusa la vicenda umana e artistica del grande scrittore russo, per cui l\u2019intreccio tra vita e letteratura \u00e8 potente e indissolubile.<\/p>\n\n\n\n<p>Per Freud il suo posto \u00e8 al vertice della letteratura universale e I fratelli Karamazov \u201cil romanzo pi\u00f9 grandioso che sia mai stato scritto\u201d, insieme all\u2019Amleto di Shakespeare e all\u2019Edipo re di Sofocle. \u00c8 naturale che Freud celebri tre storie che trattano del parricidio, ma ci\u00f2 che interessa \u00e8 la spiegazione che il padre della psicanalisi d\u00e0 della psiche di Dostoevskij, i cui tormenti trovavano sfogo nel corpo attraverso l\u2019epilessia. Lo stesso scrittore si defin\u00ec epilettico in base ad attacchi contraddistinti da perdita di coscienza, spasmi muscolari e successiva depressione; aveva una forte pulsione autodistruttiva che si esprimeva attraverso forme di masochismo e sensi di colpa.<\/p>\n\n\n\n<p>Freud distingue l\u2019epilessia organica, una vera malattia del cervello, da una epilessia affettiva, che \u00e8 propria di Dostoevskij, cio\u00e8 un disturbo della psiche che si pu\u00f2 far risalire all\u2019infanzia e al rapporto con un padre violento, autoritario, crudele. L\u2019odio verso il genitore \u00e8 potente cos\u00ec come il desiderio della sua morte, e quando il padre muore davvero, ucciso dai suoi contadini, lo scrittore ha il primo di una lunga serie di attacchi che lo tormenteranno tutta la vita. Non \u00e8 un caso che quando verr\u00e0 deportato in Siberia, anni di umiliazioni e miseria, non ne soffrir\u00e0 mai: \u00e8 come se, gi\u00e0 punito dallo zar \u2013 una sorta di grande padre \u2013 non ha bisogno di castigarsi. Quando invece conduce una vita normale, l\u2019epilessia ritorna. Sappiamo, anche da quello che raccontava la moglie, che il processo creativo seguiva le sue fasi di crisi: giocava sempre e tanto finch\u00e9 non perdeva tutto, contraeva debiti, riduceva lui e la moglie a ipotecare ogni bene e a non sapere come andare avanti, eppure dopo quella distruzione iniziava a scrivere. Placato il senso di colpa, il demone abbandonava la sua anima e lasciava il posto al genio creativo.<\/p>\n\n\n\n<p>Dostoevskij avrebbe scritto ugualmente i suoi pi\u00f9 grandi capolavori se non avesse convissuto con i suoi tormenti? Se il padre non fosse stato dispotico e crudele? Se non avesse dovuto affrontare il terribile esilio in Siberia? Molto probabilmente ne avrebbe scritti altri, differenti; eppure l\u2019interesse per un\u2019umanit\u00e0 infelice e per l\u2019animo umano \u00e8 presente fin dagli esordi. Quando Dostoevskij pubblica \u201cPovera gente\u201d, nel 1846, ha venticinque anni e ha appena abbandonato la carriera militare per dedicarsi alla letteratura. L\u2019esordio ha un successo clamoroso. Seguiranno il romanzo breve \u201cIl sosia\u201d, un altro romanzo e racconti su riviste e giornali (tra cui il celebre \u201cLe notti bianche\u201d).<\/p>\n\n\n\n<p>In questi anni Dostoevskij si avvicina al circolo di Petrasevskij, un giurista socialista. Il gruppo, che si riunisce per discutere di politica e socialismo ogni venerd\u00ec, viene arrestato nel 1849 con l\u2019accusa di cospirare contro lo zar, stampare testi clandestinamente e leggere testi censurati. Lo zar Nicola I elabora uno scherzo spietato: una finta condanna a morte. Dopo mesi di processo, Dostoevskij e gli altri membri del circolo sono condannati alla fucilazione, una pena spropositata rispetto alla colpa. I condannati vengono portati davanti al plotone d\u2019esecuzione, il primo gruppo \u00e8 bendato mentre il secondo, in cui si trova lo scrittore, \u00e8 l\u00ec che guarda e aspetta il proprio turno; ma all\u2019ultimo momento un messaggero comunica che la pena di morte \u00e8 commutata nell\u2019esilio in Siberia. Dostoevskij viene imprigionato nella fortezza di Omsk, dove resta per quattro anni; nelle lettere al fratello scrive del caldo soffocante d\u2019estate e del freddo intollerabile in inverno, racconta che dormono su nude assi, tra pulci pidocchi e scarafaggi, in un fetore insopportabile e tanta sporcizia sul pavimento da renderlo scivoloso. Il gelo lo fa tremare ogni notte. Quando lo inviano, per buona condotta, a Semipalatinsk in arruolamento forzato, Dostoevskij \u00e8 trasformato: cupo, emaciato, sporco; uno dei pi\u00f9 brillanti giovani intellettuali russi non riesce quasi pi\u00f9 a parlare. Lo salver\u00e0 l\u2019amicizia con un giovane procuratore appena ventenne, il barone Alexander von Wrangel, con cui condivider\u00e0 l\u2019interesse maturato per i delitti, i processi e il sistema giudiziario, che lo spinge persino a intervistare assassini e condannati. Gli spunti e le riflessioni che ne derivano finiranno pi\u00f9 tardi in uno dei suoi capolavori, \u201cDelitto e castigo\u201d: pubblicato nel 1866, \u00e8 il resoconto psicologico di un crimine sullo sfondo della Pietroburgo dei miserabili, dei disadattati e dei falliti. Lo studente Raskol\u2019nikov, per liberarsi da una miseria opprimente, non esita a uccidere una vecchia usuraia e sua sorella, per poi derubarle.<\/p>\n\n\n\n<p>In questi anni scrive gli altri suoi romanzi pi\u00f9 famosi: \u201cL\u2019idiota\u201d, con un protagonista che soffre di epilessia come lui, e \u201cI demoni\u201d. Ma il successo letterario non garantisce il benessere economico, anzi: sommerso di debiti, Dostoevskij viaggia in Europa per scappare dai suoi creditori, rompe amicizie, si d\u00e0 al gioco. Unica a restare al suo fianco \u00e8 Anna, sua seconda moglie e suo secondo grande amore. Il primo risale alla Siberia, si chiama Marija, \u00e8 una donna capricciosa, instabile, e durante la prima notte di nozze fugge via incapace di accudire lo scrittore in preda a un attacco epilettico. Ma non si separeranno mai, legati fino alla morte di lei. Ad aiutare Dostoevskij sar\u00e0 Anna, una stenografa che lo aiuta a portare a termine \u201cIl giocatore\u201d, romanzo semi-autobiografico scritto in fretta per saldare debiti contratti giocando.<\/p>\n\n\n\n<p>I personaggi che vibrano tra le pagine di \u201cDelitto e castigo\u201d, \u201cL\u2019idiota\u201d, \u201cI demoni\u201d, \u201cL\u2019adolescente\u201d, \u201cI fratelli Karamazov\u201d, tendono alla redenzione attraverso il peccato e il male, un\u2019esperienza sofferta che permette di capire e pentirsi, e mostrano la duplicit\u00e0 della natura umana, bestiale e angelica al tempo stesso. L\u2019intreccio continuo di vita e letteratura si mantiene inscindibile fino alla fine; non \u00e8 un caso che \u201cI fratelli Karamazov\u201d, l\u2019ultimo romanzo, il pi\u00f9 consistente e filosofico, torni alla radice delle cose: dopo l\u2019esilio, la pena, le fughe, l\u2019amore, di nuovo compare il primo grande turbamento di Dostoevskij, la morte del padre.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cLa sofferenza. Questa \u00e8 l\u2019unica causa della consapevolezza\u201d: in questa convinzione \u00e8 racchiusa la vicenda umana e artistica del grande scrittore russo, per cui l\u2019intreccio tra vita e letteratura \u00e8 potente e indissolubile. 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