{"id":18,"date":"2023-05-30T09:33:11","date_gmt":"2023-05-30T07:33:11","guid":{"rendered":"https:\/\/roberta.dipascasio.it\/?page_id=18"},"modified":"2026-04-13T13:50:03","modified_gmt":"2026-04-13T11:50:03","slug":"pensieri-sparsi","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/roberta.dipascasio.it\/?page_id=18","title":{"rendered":"Pensieri sparsi"},"content":{"rendered":"\n<div class=\"wp-block-group is-vertical is-layout-flex wp-container-core-group-is-layout-8cf370e7 wp-block-group-is-layout-flex\">\n<p class=\"has-vivid-green-cyan-color has-text-color has-link-color wp-elements-4159046fcec6c5ffd2565c1f05c878db\"><strong>#\u00e0ncore<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Dacci oggi la nostra ossessione quotidiana.<\/p>\n\n\n\n<p>Ogni giorno c&#8217;\u00e8 un argomento di cui parlare in modo aggressivo o categorico, un tema per cui polemizzare, insultarsi persino, perch\u00e9 in fondo conta solo la propria verit\u00e0. Ma il giorno dopo viene dimenticato, una notizia dura il tempo di un fiammifero acceso, tutto si consuma in fretta lasciando il posto ad altri argomenti di cui avere sempre una convinzione ferrea da imporre agli altri. Si riesce ad avere un&#8217;idea limpida e netta su tutto e si riesce a passare da una questione all&#8217;altra con la leggerezza e la velocit\u00e0 di uno stormo di uccelli che vira compatto all&#8217;orizzonte. Ogni cosa si disintegra in fretta. Idee, rapporti, convinzioni. La compassione, poi, \u00e8 un lampo. Niente sgomenta pi\u00f9. A me impressionano i film e i libri, figuriamoci il mondo reale, oggi. Allora penso che si debba avere per forza una manciata di cose sicure su cui fare affidamento per resistere a questa amara tendenza alla disintegrazione. Un piccolo recinto sicuro. Gli affetti, la scrittura, qualsiasi sostegno a cui reggersi forte. Perch\u00e9 c&#8217;\u00e8 sempre vento quass\u00f9, carica e trascina via tutto ci\u00f2 che non ha qualcosa o qualcuno a cui ancorarsi. <\/p>\n\n\n\n<p>***<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-luminous-vivid-amber-color has-text-color has-link-color wp-elements-276e45593f217d8a9c6522f14afe86dd\"><strong>#alleggerirelavita<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Le persone giudicanti, colme di pregiudizio e senso di superiorit\u00e0, sono come un amore infelice: devi cercare di liberartene il prima possibile.<\/p>\n\n\n\n<p>***<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-pale-pink-color has-text-color has-link-color wp-elements-3bac67cd89a686b20455cfe999e2f52e\"><strong>#lagentilezza<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>L&#8217;unico problema della gentilezza \u00e8 che ci si abitua facilmente a riceverla. E l&#8217;abitudine \u00e8 sempre deleteria, non riconosce pi\u00f9 neanche il valore delle cose belle anzi, le banalizza, le svaluta persino. Pi\u00f9 uno \u00e8 gentile, pi\u00f9 l&#8217;altro pretende, se ne approfitta, ne abusa.<\/p>\n\n\n\n<p>Invece la gentilezza \u00e8 come un bel ricordo: si deve meritare.<\/p>\n\n\n\n<p>***<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-vivid-purple-color has-text-color has-link-color wp-elements-92ef7bb1a953502543b8930fa2c45754\"><strong>#questionediaspettative<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>La delusione \u00e8 sempre una questione di aspettative. Ti aspetti dagli altri la stessa visione dei rapporti che hai tu, la stessa idea di correttezza, di gentilezza. Ho <a><\/a>scritto pure un libro sulla differenza di punti di vista, eppure a volte la dimentico io per prima, dimentico che ognuno legge la realt\u00e0 da una prospettiva differente e si comporta secondo la propria mappa di valori.<\/p>\n\n\n\n<p>Forse l&#8217;unica certezza oggettiva \u00e8 che non c&#8217;\u00e8 sentimento pi\u00f9 effimero della gratitudine.<\/p>\n\n\n\n<p>***<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-vivid-cyan-blue-color has-text-color has-link-color wp-elements-6a1cdd8c4b0d5ae03d45faf5d0b7df20\"><strong>#mondiperduti<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Mi \u00e8 sempre piaciuto chiacchierare con le persone anziane, \u00e8 un mondo che mi intenerisce, mi regala punti di vista differenti, e pi\u00f9 passa il tempo e pi\u00f9 condivido il <a><\/a>loro sguardo verso il passato&#8230; Adriano ha quasi 80 anni e lavora ancora, porta su e gi\u00f9 per l&#8217;isoletta del Giglio i turisti con il servizio di taxi collettivo, \u00e8 magrissimo, pieno di energia, porta sempre occhiali neri a fascia e magliette colorate, sembra un&#8217;ape indaffarata che svolazza ovunque senza stancarsi mai. Mi racconta di com&#8217;era bella la sua isola negli anni &#8217;70 e &#8217;80, selvatica, aspra, senza auto, &#8220;guarda adesso, la stanno distruggendo, auto dovunque, non sappiamo pi\u00f9 dove metterle&#8221;. Dice che un tempo poteva portare la macchina solo chi viveva l\u00ec o aveva una seconda casa, ma la societ\u00e0 dei traghetti \u00e8 potente e ha fatto annullare questa regola comunale cos\u00ec adesso sputa ogni giorno decine di auto che soffocano tutto. Alle Cannelle non si riesce quasi a vedere il mare perch\u00e9 gli ombrelloni occupano ogni piccolo spazio, &#8220;come fa la gente ad andare in quel pienone? Il proprietario accumula immobili e ricchezze, ma i turisti non vedono neanche il paesaggio e pagano pure per andare in bagno, ah no?&#8221;<\/p>\n\n\n\n<p>Adriano parla tantissimo, prova a far capire a chi viene da fuori che l&#8217;anima dell&#8217;isola non \u00e8 quella che si vede ma \u00e8 nascosta, la trovi nelle calette isolate, tra le piccole case del borgo medievale di Castello, nel tramonto silenzioso di Campese, tra gli alberi della cima pi\u00f9 alta, nel mare spezzato dal maestrale. Prova a farci immaginare com&#8217;era un tempo e soprattutto com&#8217;era diverso l&#8217;approccio al viaggio quando era un ragazzo. Qualcuno mi dice di non dargli corda altrimenti non la smette pi\u00f9, invece a me piace ascoltare i suoi racconti, a un certo punto mi snocciola il suo albero genealogico come fosse un rosario e si commuove quando ricorda i suoi nonni.<\/p>\n\n\n\n<p>&#8220;\u00c8 un mondo perduto ma io lo recupero per me, ho il mio orto, i miei alberi di arance limoni susine, una barchetta con cui vado a pesca, mi garba tanto la sera girare tra gli oleandri e i pomodori con il mio cane&#8221;.<\/p>\n\n\n\n<p>Prima di partire ci siamo abbracciati. Il suo mondo fatto di tramonti, barchette e alberi di limoni io lo invidio tantissimo <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" height=\"16\" width=\"16\" src=\"https:\/\/static.xx.fbcdn.net\/images\/emoji.php\/v9\/t6c\/1\/16\/2764.png\" alt=\"\u2764\ufe0f\"><\/p>\n\n\n\n<p>***<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-luminous-vivid-amber-color has-text-color has-link-color wp-elements-8fbd92f2b77b8e31e97ed9c740c8f8e8\"><strong>#corsiericorsi<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Negli anni mi \u00e8 capitato a volte di visitare paesi prima che venissero invasi da altri o rovinati dall&#8217;interno o completamente distrutti&#8230; per odio verso i popoli <a><\/a>vicini, per il potere, per motivi religiosi. Adesso leggo notizie o guardo il loro presente in tv come se fossero amici persi per sempre, le terre e le comunit\u00e0 martoriate aumentano di anno in anno perch\u00e9 la longa manus della bramosia arriva ovunque, da sempre. So che fa parte del gioco, i corsi e ricorsi storici, il &#8220;progresso&#8221;, la conquista e tutto il resto. Ma l&#8217;amarezza \u00e8 infinita.<\/p>\n\n\n\n<p>Tempo fa sono stata in Groenlandia, una terra selvaggia e magnifica, l&#8217;isola pi\u00f9 grande del mondo con neanche 60mila abitanti che vivono soprattutto di pesca, tra fiordi, casette colorate in legno, distese di margherite o di neve candida. Pensare che la prima causa di morte \u00e8 la caduta dalla barca con cui pescano &#8211; perch\u00e9 a volte si scontrano con le balene che dormono appena sotto la superficie e le acque gelide danno pochi minuti di tempo per salvarsi &#8211; d\u00e0 il senso di una vita primordiale e selvatica. Quando \u00e8 estate il sole tramonta a mezzanotte, lasciando un cielo striato di rosa viola e arancione, le pareti degli iceberg assumono sfumature diverse durante il giorno, i pezzi di ghiaccio danzano sull&#8217;acqua e fanno un gorgoglio come se parlassero, le chiese i negozi e gli alberghi nella loro essenzialit\u00e0 architettonica paiono disegnati dai bambini sotto quel cielo di un azzurro scintillante.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma da tempo la Groenlandia \u00e8 oggetto del desiderio e non certo per la sua bellezza: \u00e8 una terra ricca, ha risorse naturali, una grande ricchezza mineraria, un\u2019infinita riserva di acqua dolce, un mare zeppo di pesce, occupa una posizione cruciale nell&#8217;Artico. Chiss\u00e0 se far\u00e0 la fine di tanti altri paesi, occupata sbrindellata violentata. La lista \u00e8 sempre pi\u00f9 lunga.<\/p>\n\n\n\n<p>Esiste qualcosa di pi\u00f9 spaventoso delle persone? si chiedeva Svetlana Aleksievi\u010d e la risposta continua a essere la stessa: no, non esiste. L&#8217;essere umano continua a saper fare soprattutto questo, distruggere, uccidere, ricostruire sulle macerie, desiderare e poi distruggere ancora, in un ciclo infinito di potere e ingordigia e crudelt\u00e0 <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" height=\"16\" width=\"16\" alt=\"\ud83d\udda4\" src=\"https:\/\/static.xx.fbcdn.net\/images\/emoji.php\/v9\/t0\/1\/16\/1f5a4.png\"><\/p>\n\n\n\n<p>***<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-vivid-cyan-blue-color has-text-color has-link-color wp-elements-ce881b3f87dee927fc8e541df3343004\"><strong>#lalentezza<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Quando qualcuno parla e tronca le parole del discorso, tipo &#8220;dai raga&#8221;, &#8220;facciamoci un ape&#8221;, &#8220;ti do una spiega&#8221;&#8230; ecco, sento come un brivido che corre lungo la schiena, per un attimo perdo l&#8217;orientamento, resto l\u00ec a pensare alle lettere mancanti che iniziano a vagare nella mia mente e vorrei acciuffarle, rimetterle a posto, ricomporre le frasi, cos\u00ec mi distraggo e non ascolto. Sar\u00f2 antica, un po&#8217; anacronistica in un mondo in cui tutto \u00e8 sempre pi\u00f9 veloce, sintetico, convulso, ma almeno il linguaggio proteggiamolo, salviamo le parole, sono meravigliose tutte intere, ribelliamoci alla fretta, al consumo frenetico di ogni cosa&#8230; posso capire la scrittura abbreviata nei messaggi e nelle chat, quella ormai \u00e8 una battaglia persa, ma per la conversazione forse possiamo ancora fare qualcosa, rifiutando le scorciatoie, dando il giusto respiro alle idee e abbracciando la cura e la lentezza, per dirla con Kundera.<\/p>\n\n\n\n<p>***<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-vivid-green-cyan-color has-text-color has-link-color wp-elements-ca589a485b2f92cfdfe3513301c66652\"><strong>#sensodiappartenenza<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Non mi capitava da tempo un&#8217;occasione in cui poter rivedere tante persone del passato, degli anni dell&#8217;adolescenza, della scuola, della piazza, &#8220;la meglio giovent\u00f9&#8221; di un&#8217;altra vita. Momenti, sempre pi\u00f9 rari ormai, in cui ci si ritrova, ci si saluta, ci si abbraccia, con il piacere e la semplicit\u00e0 di chi ha condiviso gli anni migliori e non deve fare grandi discorsi per capirsi.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 stato come ricordare d&#8217;improvviso tutta la strada <a><\/a>percorsa. Ho una storia, un passato, radici su cui sono cresciuta, appartengo a una citt\u00e0 e per questo, al di l\u00e0 dei viaggi e degli altri posti in cui ho vissuto, non l&#8217;ho mai lasciata: conosco ogni angolo, le case e le persone, le strade e le piazze, le luci e i colori, gli alberi e le montagne, le storie e gli sguardi.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 stato bello.<\/p>\n\n\n\n<p>Siamo parte di un insieme, di affetti e di luoghi, e questo \u00e8 sempre confortante. Il senso di appartenenza \u00e8 un sentimento.<\/p>\n\n\n\n<p>***<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-vivid-cyan-blue-color has-text-color has-link-color wp-elements-0bd20bc000ae39db5752a0d95e15ca59\"><strong>#illatonascostodellestorie<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Volevo scrivere una storia sulla mancanza, sulle vite &#8220;concave&#8221;, sulla speranza come desiderio inesauribile, sulla solitudine che per dirla con Murakami non \u00e8 solo assenza di persone ma anche di senso e di comprensione, sulle ferite, sulla passione come pungolo necessario; un girotondo di personaggi che si muovono alla ricerca di un posto stabile e rassicurante, che spesso non trovano ma continuano a immaginare.<\/p>\n\n\n\n<p>Perch\u00e9 in un mondo pieno di certezze ferree, convinzioni ed etichette, mi piace raccontare chi invece ha dubbi e vuoti, i dimezzati, come il visconte di Calvino, quelli che si sono persi ma non smettono di desiderare una direzione. Volevo scrivere una storia e alla fine ne sono venute fuori una decina incastrate tra di loro, perch\u00e9 la ricerca e il &#8220;viaggio&#8221; dentro di s\u00e9 e in mezzo agli altri hanno tante forme e motivazioni, e le vie per il riscatto, la consapevolezza o la rinascita sono infinite.<\/p>\n\n\n\n<p>Mi affascina questo da sempre: le vite piene di puntini di sospensione, di tentativi di andare a capo, di parentesi rimaste aperte, di punti e virgola e interrogativi.<\/p>\n\n\n\n<p>***<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-luminous-vivid-orange-color has-text-color has-link-color wp-elements-404fae9c49a7755bdf9124af917902c9\"><strong>#artedelfallimento<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>A volte non basta volere una cosa a tutti i costi, desiderare impegnarsi lottare. A volte bisogna avere la forza di lasciare quello che non possiamo ottenere, arrendersi e dire basta.<br>Il tempo guarisce ogni ferita? In realt\u00e0 non \u00e8 vero. Il tempo non basta. Dipende soprattutto da noi: quanto riusciamo a combattere contro quella parte di noi che vuole rimanere legata al passato, quanto pesa il coraggio di bruciare fino in fondo, di scavare dentro di noi senza sconti. Bisogna abitare i nostri <em>guasti<\/em>, attraversarli, viverli fino in fondo, solo cos\u00ec si possono oltrepassare.<br>Senza mai dimenticare, per\u00f2. Non voglio dimenticare le sconfitte perch\u00e9 significherebbe rinunciare a una parte di me, a quella che ha creduto e lottato e poi non ce l&#8217;ha fatta. Perch\u00e9 \u00e8 in quel non riuscire la base della nostra consapevolezza, la resa che ci fa crescere e che ci d\u00e0 una visione pi\u00f9 nitida di noi. Ci plasmiamo pi\u00f9 nelle amarezze che nelle gioie. E poi si riparte da l\u00ec, forgiati come una spada nuova di zecca.<\/p>\n\n\n\n<p>***<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-vivid-purple-color has-text-color\"><strong>#comefalene<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>In certe sere di inizio estate mi piace sedermi in terrazza a fumare una sigaretta e a guardare il cielo che rimane chiaro fino a tardi, un crepuscolo lento che sembra allungare la giornata pi\u00f9 che pu\u00f2, stirarla come un elastico, finch\u00e9 non rimane solo un puntino lucente dietro il Salviano.<\/p>\n\n\n\n<p>Stasera mi viene da pensare che dovremmo fare tutti cos\u00ec, concentrarci sulla parte luminosa, che la vita alla fine non \u00e8 farsi sempre domande su cosa \u00e8 andato storto e cosa avrebbe potuto <a><\/a>essere diverso, sulle scelte sbagliate e le occasioni perdute, ma concentrarci sulle cose rimaste intatte che danno un senso a tutto il resto. Accendere una luce, stirarla e darle spazio, dedicarsi solo a quella dando le spalle al buio&#8230;<\/p>\n\n\n\n<p>Diventare tante piccole, infaticabili falene.<\/p>\n\n\n\n<p>***<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-vivid-cyan-blue-color has-text-color has-link-color wp-elements-9df9c2fc064d348392b7eb82be7efc06\"><strong>#neuroniansiosi<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Quando mi fanno domande in un&#8217;intervista o durante la presentazione del libro o in un evento, mi piacerebbe entrare nella mia testa, sedermi in poltrona e osservare i miei neuroni in preda all&#8217;ansia <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" height=\"16\" width=\"16\" alt=\"\ud83d\ude05\" src=\"https:\/\/static.xx.fbcdn.net\/images\/emoji.php\/v9\/t53\/1\/16\/1f605.png\"> mi pare quasi di sentirli, frenetici e combattivi, una vera bagarre&#8230;<\/p>\n\n\n\n<p>Immagino la scena:<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\">&#8211; Vai, sta iniziando<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\">&#8211; Pronti? Mettetevi al vostro posto!<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\">&#8211; <a><\/a>Com&#8217;\u00e8 nata l&#8217;ispirazione?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\">&#8211; Che ha detto?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\">&#8211; L&#8217;ispirazione<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\">&#8211; Ah questa \u00e8 facile<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\">&#8211; Ma sta facendo una faccia strana<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\">&#8211; Chi?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\">&#8211; L&#8217;intervistatore<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\">&#8211; Non gli piace la risposta?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\">&#8211; E che ne so, ma l&#8217;ispirazione \u00e8 soggettiva, non c&#8217;\u00e8 una risposta giusta<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\">&#8211; Fate silenzio, altrimenti non sentiamo la prossima domanda<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\">&#8211; Ha detto discrezione?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\">&#8211; No, disertore<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\">&#8211; E che c&#8217;entra il disertore?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\">&#8211; Quel tuo personaggio non \u00e8 scappato?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\">&#8211; Mica da una guerra!<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\">&#8211; Cretini, ha detto discrezione<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\">&#8211; In che senso?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\">&#8211; Del narratore<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\">&#8211; Be&#8217; tu la discrezione non ce l&#8217;hai, li torturi platealmente i tuoi personaggi<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\">&#8211; Che c&#8217;entra, \u00e8 la vita ad essere complicata<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\">&#8211; Aspe&#8217; sentiamo che dice<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\">&#8211; Ne ha fatta un&#8217;altra<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\">&#8211; Non l&#8217;ho sentita<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\">&#8211; Di che parla il libro?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\">&#8211; &#8220;Non possiamo conoscere la vita degli altri, dietro motivazioni intenti e scelte c&#8217;\u00e8 sempre un lato nascosto&#8230;&#8221;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\">&#8211; Ma questa l&#8217;hai gi\u00e0 detta alla presentazione scorsa<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\">&#8211; Eh ho capito, ma il libro \u00e8 uno, il tema \u00e8 quello<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\">&#8211; Ma dovresti dirlo in modo diverso<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\">&#8211; Adesso ho perso il filo del discorso<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\">&#8211; Infilaci un paio di congiunzioni cos\u00ec abbiamo il tempo di riflettere<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\">&#8211; S\u00ec vabb\u00e8, ma una congiunzione dura un secondo<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\">&#8211; Zitti sta parlando<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\">&#8211; Non ho capito<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\">&#8211; Commenta l&#8217;ispirazione<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\">&#8211; E adesso?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\">&#8211; \u00c8 passato ai libri preferiti<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\">&#8211; Mettici i russi<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\">&#8211; Macch\u00e9, parla di quel libro bellissimo che hai letto la scorsa settimana<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\">&#8211; Ma non ricordo il titolo<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\">&#8211; Di&#8217; solo il nome dell&#8217;autore<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\">&#8211; Puoi sempre dire che leggi tutto<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\">&#8211; Ma \u00e8 generico, mai essere generici<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\">&#8211; Parla di quelli che hai sul comodino<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\">&#8211; Ma se stanno l\u00e0, non li ho letti!<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\">&#8211; Vedi, alla fine hai detto i russi<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\">&#8211; Perch\u00e9 mi piacciono<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\">&#8211; Ma Franzen l&#8217;hai scordato<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\">&#8211; Non mi piace pi\u00f9<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\">&#8211; Ballard e McMurtry?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\">&#8211; Li ho dimenticati&#8230;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\">&#8211; Dimentichi sempre le cose importanti<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\">&#8211; Zitti che sta chiedendo che prospetti hai<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\">&#8211; Progetti, scemo<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\">&#8211; Ti sta guardando male<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\">&#8211; Perch\u00e9 sei distratta<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\">&#8211; State facendo un casino!<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\">&#8211; Mi sa che ha finito<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\">&#8211; Comunque, potevi sviluppare meglio il tema del pensiero categorico<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\">&#8211; E dire di pi\u00f9 sulla storia dei quadri<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\">&#8211; I quadri di chi?<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\">&#8211; Gli episodi a intreccio<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\">&#8211; Potevi citare un personaggio, coso, come si chiama<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\">&#8211; Non hai neanche parlato del contrasto tra realt\u00e0 e apparenza!<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\">&#8211; E quello sulla verit\u00e0 soggettiva<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\">&#8211; Insomma, basta! Questa intervista \u00e8 stata una merd@&#8230;<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\">&#8211; eeehhh!<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-small-font-size\">***<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-vivid-red-color has-text-color has-link-color wp-elements-2676df30e1b09a4c4601c260b80f12a0\"><strong>#fiducia<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>La fiducia negli altri \u00e8 resistente e fragile al tempo stesso, \u00e8 come una tela di ragno, impieghi tanto tempo a realizzarla, la curi, la difendi, ti d\u00e0 soddisfazione, ti fa sentire protetto, ma basta poco per indebolirla o sfilacciarla e, una volta che \u00e8 accaduto, non riesci a sistemarla, a ricomporla uguale a prima. Rester\u00e0 sempre in balia del primo colpo di vento. E a quel punto resta solo una scelta: rinunciare al rapporto o accettare di aver sempre davanti agli occhi quella lesione. In entrambi i casi, una sconfitta&#8230;<\/p>\n\n\n\n<p>***<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-vivid-green-cyan-color has-text-color has-link-color wp-elements-92a5525a11763c1863ac5b57f1a77208\"><strong>#pregiudizi<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Ieri sera ero all&#8217;universit\u00e0 di Teramo per la Notte dei Ricercatori in cui ci sarebbe stata la presentazione della trilogia &#8220;Qui in Abruzzo&#8221; e della mostra fotografica, ma ero in anticipo cos\u00ec mi sono seduta ad aspettare su una panchina del piazzale; accanto a me una signora, altre persone sparpagliate l\u00ec intorno. Due ragazzine stavano chiedendo a tutti se avessero da cambiare 5 euro per prendere l&#8217;acqua al distributore, quasi nessuno dava loro retta, la mia vicina ha commentato &#8220;s\u00ec, l&#8217;acqua&#8230; \u00e8 una scusa per farsi dare qualche spiccio per fare chiss\u00e0 cosa&#8221;. Quando si sono avvicinate a me, ho provato a vedere se avevo monete, ma non arrivavo a 5 euro cos\u00ec ne ho regalata una da 2 euro&#8230; se aveste visto il loro sorriso, mi hanno ringraziata mille volte. La signora seduta accanto mi ha guardata con scetticismo misto a biasimo, come se fossi una che crede alle fate e agli unicorni.<\/p>\n\n\n\n<p>E invece dopo poco le due ragazze sono tornate, ognuna con in mano una bottiglietta d&#8217;acqua, e mi hanno portato il resto. Il resto! So che \u00e8 una stupidaggine, ma l&#8217;atto di tornare per restituirmi i soldi in eccesso mi ha colpito, l&#8217;ho trovato un gesto cos\u00ec raffinato, educato, nobile.<\/p>\n\n\n\n<p>Ho sorriso e ho detto che non importava, ma loro ci tenevano perch\u00e9 lo avessi. La mia vicina a quel punto si \u00e8 alzata ed \u00e8 andata via. Io ero contenta, mi piace quando la via pi\u00f9 facile e battuta del cinismo e del pregiudizio viene invasa da fate e unicorni <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" height=\"16\" width=\"16\" src=\"https:\/\/static.xx.fbcdn.net\/images\/emoji.php\/v9\/td2\/1\/16\/1f604.png\" alt=\"????\"><\/p>\n\n\n\n<p>***<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-vivid-red-color has-text-color has-link-color wp-elements-fe2c464070ddf2a932f2357f699dd12e\">In tutti gli aspetti della vita, \u00e8 forte non chi vince ma chi non ha paura di perdere&#8230;<\/p>\n\n\n\n<p>***<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-luminous-vivid-amber-color has-text-color has-link-color wp-elements-cff758e3526944fc615a957f19177d88\"><strong>#prigionisenzasbarre<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Ma voi che per andare avanti calpestate chiunque, che sgomitate per ogni cosa, competitivi ossessivi, invidiosi, incattiviti con il prossimo, perch\u00e9 non trovate il vostro scopo, una vostra stabilit\u00e0, non cercate il senso dentro voi stessi, non scoprite il valore in quello che fate con le vostre forze? Non sono gli altri a togliervi aria e spazio, siete voi che, a via di odiare, vi rinchiudete in una asfittica prigione di fiele&#8230;<\/p>\n\n\n\n<p>***<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-luminous-vivid-orange-color has-text-color has-link-color wp-elements-c56a162f6efd21d1df5048c4b311b67a\"><strong>#interessemaligno<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Le persone che fanno parte del mio passato, dai compagni agli amici ai colleghi, le ricordo tutte, a prescindere da come o perch\u00e9 \u00e8 finito il rapporto. L&#8217;unica cosa buona del tempo che passa \u00e8 questa, stempera spigoli e amarezze, ridimensiona le delusioni e le colpe di ciascuno&#8230; e poi per carattere cerco di stare bene, non mi crogiolo nel dissapore e il rancore non mi appartiene. Ad alcune penso ancora, la distanza da altre \u00e8 stato un bene, ma sono tutte nel mio cuore, hanno fatto parte della mia vita e restano care nel ricordo. Non amo parlarne con conoscenti o estranei, detesto il pettegolezzo, biasimo chi alla fine di una storia o di un&#8217;amicizia getta fango perch\u00e9 quel fango in fondo sporca anche se stessi e poi la dignit\u00e0 \u00e8 anche questo, rispettare la memoria degli affetti, soprattutto quando non ci sono pi\u00f9.<\/p>\n\n\n\n<p>Eppure mi capita di incontrare persone che amano fare domande, spettegolare, raccontare vecchie situazioni spiacevoli, sapere dettagli, esaltare la vita di chi ormai non fa pi\u00f9 parte della mia. E quando rispondo che mi fa piacere sapere che stanno bene, che un ex compagno ha una famiglia, un&#8217;amica ha successo, un collega \u00e8 affermato, si mostrano diffidenti, non mi credono mentre per me \u00e8 cos\u00ec vero che lo ripeto come fosse una cosa superflua. Mi fa piacere, \u00e8 proprio cos\u00ec. Loro mi fissano e forse sperano in risposte diverse, profuse di malinconia, invidia, acrimonia, mi scrutano cercando la ferita, una fessura in cui seminare il malessere. Stamattina ho incontrato una persona cos\u00ec, ogni volta che mi vede si ferma a salutarmi e inizia le sue chiacchiere e ogni volta pare affilare i suoi coltelli convinta di riuscire a ferirmi, prima o poi.<\/p>\n\n\n\n<p>Quando l&#8217;ho salutata, mi sono chiesta chiss\u00e0 com&#8217;\u00e8 pesante la vita di una persona che ama sguazzare nel fango, spiare la vita degli altri, vivere tra ciance e maldicenze&#8230; ma soprattutto ho pensato che mi pongo la stessa domanda da sempre: cosa spinge la gente a voler vedere gli altri soffrire o fallire?<\/p>\n\n\n\n<p>***<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-vivid-cyan-blue-color has-text-color has-link-color wp-elements-9d46a54b6e22535e710b1fd25dd949de\"><strong>#troppotardi<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Mi piacerebbe scrivere una storia sulle cose che ottieni quando ormai non le vuoi pi\u00f9. Perch\u00e9 c&#8217;\u00e8 un tempo anche per i desideri, hanno scadenza, come tutto del resto, e arriva sempre il momento in cui \u00e8 troppo tardi. Non erano poi cos\u00ec importanti? O lo erano talmente che la mente ha lavorato tanto per soffocarli e rinnegarli? In ogni caso, quando arrivano fuori tempo massimo senti solo tristezza, mica soddisfazione. Perch\u00e9 il tempo che passa non risparmia niente e nessuno.<\/p>\n\n\n\n<p>***<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-vivid-red-color has-text-color has-link-color wp-elements-43fb4899123e26203f6c3b157206d409\"><strong>#letteraturacomecura<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>A un concorso letterario patrocinato dalla regione Abruzzo e dalla provincia di L&#8217;Aquila in cui sono tra i giurati, sono arrivati oltre 200 romanzi da valutare in questi mesi. Sto scoprendo un sottobosco impensabile fatto di piccoli editori che lavorano con estrema cura e grande professionalit\u00e0 &#8211; alla copertina, alla grafica, alla scelta della carta &#8211; pubblicando libri di autori pi\u00f9 o meno giovani e sconosciuti eppure bravissimi, e ogni volta che ne scopro uno che mi lascia <a><\/a>senza fiato vorrei conoscerlo anche solo per farmi una chiacchierata. Il talento e l&#8217;intelligenza mi emozionano da sempre. C&#8217;\u00e8 chi mi chiede a volte &#8220;ma chi te lo fa fare a investire tempo ed energia a celebrare altri autori?&#8221; eppure lo trovo gratificante, accogliere la bravura degli altri, dare spazio a chi ha qualcosa da dire, gustare il modo in cui mette insieme parole e storie, trovare sempre qualcosa di nuovo da imparare, portare alla luce, di cui stupirsi.<\/p>\n\n\n\n<p>Credo che in giro ci sia fin troppa autocelebrazione, una costante sovraesposizione, un concentrarsi su se stessi nell&#8217;ossessione della fama, e che sia pieno di scrittori in competizione con tutti gli altri a cui non mettere mai un like, come se fosse una questione di dignit\u00e0, di necessaria distinzione. Invece sono convinta che \u00e8 nel confronto, nel non sentirsi mai arrivati e soddisfatti il segreto di una crescita costante, la possibilit\u00e0 infinita di migliorarsi.<\/p>\n\n\n\n<p>E poi la letteratura ha bisogno di generosit\u00e0, di cura, di ascolto, di apertura. Di capacit\u00e0 di godere, per dirla con Thomas Mann <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" height=\"16\" width=\"16\" alt=\"\u2764\ufe0f\" src=\"https:\/\/static.xx.fbcdn.net\/images\/emoji.php\/v9\/t6c\/1\/16\/2764.png\"><\/p>\n\n\n\n<p>***<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-vivid-purple-color has-text-color has-link-color wp-elements-01b9ed96d37006d822ddc710b4d3a108\"><strong>#puntiinterrogativi<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Ma come fate ad avere sempre un&#8217;idea precisa, un&#8217;opinione, un giudizio su ogni argomento o tema del giorno, a stare sempre sul pezzo, a sapere cosa scrivere e qual \u00e8 la verit\u00e0, dritti e perentori come un punto esclamativo.<\/p>\n\n\n\n<p>A me quello che succede nella vita reale a volte schiaccia talmente che l&#8217;unica cosa che mi viene di fare \u00e8 fermarmi e stare in silenzio, la vita &#8220;a volte \u00e8 cos\u00ec spigolosa, tutta scapole e gomiti&#8221;, chiss\u00e0 dove l&#8217;ho letto, \u00e8 respingente, mi sconcerta, mi lascia fuori la porta e l\u00ec spariscono le parole e la voglia di dire la mia&#8230; che poi non ce l&#8217;ho neanche una mia idea netta, cristallina, indiscutibile su tutto anzi, sono pi\u00f9 i dubbi e i punti interrogativi che le certezze.<\/p>\n\n\n\n<p>***<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-luminous-vivid-orange-color has-text-color\"><strong>#disperdersi<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Quando smettiamo di sentirci giovani? Succede lentamente oppure d&#8217;improvviso&#8230; quando i tuoi famigliari affrontano i primi problemi di salute, quando non hai pi\u00f9 voglia di fare cose che ti affaticano senza darti la soddisfazione di un tempo, quando ti allontani da rapporti poco autentici o troppo complicati e senti di non avere pi\u00f9 energia n\u00e9 costanza per aspettare, lottare, accettare compromessi, fare rivoluzioni, discutere. Quando lasci andare tante cose lievi e insignificanti e proteggi quelle poche ma essenziali, piano piano ti asciughi, ti compatti&#8230; forse \u00e8 proprio allora che succede, quando smetti di disperderti <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" height=\"16\" width=\"16\" src=\"https:\/\/static.xx.fbcdn.net\/images\/emoji.php\/v9\/t6c\/1\/16\/2764.png\" alt=\"\u2764\ufe0f\"><\/p>\n\n\n\n<p>***<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-vivid-green-cyan-color has-text-color\"><strong>#gentilezza<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>A me piace essere gentile, \u00e8 un aspetto del mio carattere che preservo con cura. Anche se ho capito che con certe persone, e certe donne soprattutto, non funziona&#8230; anzi, pi\u00f9 sei gentile e pi\u00f9 si infastidiscono.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma questo non mi scoraggia, la gentilezza \u00e8 una forma di eroismo!<\/p>\n\n\n\n<p>***<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-pale-pink-color has-text-color\"><strong>#dirittodautore<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Oggi 23 aprile \u00e8 la giornata mondiale del libro e del diritto d&#8217;autore&#8230; l&#8217;autore, gi\u00e0. All&#8217;ultimo posto della filiera editoriale quando si tratta di dividere i guadagni del libro che ha scritto. Di solito a un autore spetta il 10% del prezzo di copertina, ma a volte molto meno; spesso gli editori neanche pagano i diritti e i soldi non arrivano mai. Eppure \u00e8 l&#8217;autore che crea, scrive, inventa, lui l&#8217;origine di ogni cosa. Si potrebbe fare a meno di tutti, anche dell&#8217;editore ormai, ma ci deve essere qualcuno che scrive un romanzo o un racconto o una poesia. Nel mondo letterario, solo l&#8217;autore e il lettore sono imprescindibili.<\/p>\n\n\n\n<p>La prima volta che ho letto il famoso romanzo in 6 parole che la leggenda attribuisce a Hemingway &#8220;vendesi: scarpine da neonato, mai usate&#8221; mi sono emozionata e posso rileggerlo mille volte, mi tocca sempre. Una manciata di lettere, un viaggio, un mondo intero, una storia infinita da immaginare. E allora penso che se 6 parole diventano letteratura, al diavolo tutto il resto, conti vendite mercato&#8230; Oggi si festeggia la magia delle parole.<\/p>\n\n\n\n<p>***<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-light-green-cyan-color has-text-color has-link-color wp-elements-53a11b9216338bd4db15b1edd529c86e\">Se qualcuno vi vuole totalmente diversi da come siete&#8230; deludetelo.<\/p>\n\n\n\n<p>***<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-luminous-vivid-amber-color has-text-color has-link-color wp-elements-ee589a469295ef0f5b331109b344d94b\"><strong>#attidiseparazione<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Mi piacerebbe scrivere una storia sulle cose che finiscono&#8230; perch\u00e9 sono davvero poche quelle che durano per sempre, la maggior parte inizia, ha un suo ciclo di vita pi\u00f9 o meno lungo e poi termina. Viviamo continui lutti, piccoli o grandi che siano, e ognuno trova il suo modo di elaborarli. In fondo la vita \u00e8 una catena di atti di separazione.<\/p>\n\n\n\n<p>La soluzione non \u00e8 evitare di viverle ma farne un bagaglio, come se fossero tanti piccoli viaggi: anche se alla fine si torna a casa, restano sempre dentro di noi, tasselli che formano e completano la nostra identit\u00e0, proprio come un puzzle&#8230; si costruisce anche con i distacchi, i graffi e le perdite.<\/p>\n\n\n\n<p>***<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-vivid-purple-color has-text-color\"><strong>#librierealt\u00e0<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>L&#8217;aspetto che mi ha sempre affascinato delle storie \u00e8 la loro coerenza, una sorta di cerchio perfetto in cui ogni elemento deve avere un senso ed \u00e8 funzionale agli altri: la direzione \u00e8 tracciata anche se non chiara da subito, le motivazioni hanno valore, l&#8217;ambientazione \u00e8 congrua, i dialoghi portano avanti la vicenda e fanno conoscere i personaggi, l&#8217;antagonista non \u00e8 casuale, le coincidenze hanno in s\u00e9 uno scopo, il finale non \u00e8 mai gratuito ma sempre una conseguenza logica dell&#8217;intreccio. Quando da ragazzina un insegnante di scrittura creativa me lo spieg\u00f2, mi parve una cosa meravigliosa, questa compattezza, il significato di ogni dettaglio, anche minimo. Perch\u00e9 nella vita reale a volte \u00e8 tutto cos\u00ec casuale, banale o ingiustificato, strade senza uscita, coincidenze che si rivelano inutili, passaggi inconcludenti, pause, vuoti, incontri superflui, direzioni che si perdono nel nulla. Ogni tanto mi viene in mente Sisifo che si sbatteva su e gi\u00f9 per una montagna spingendo un masso che ogni volta rotolava in basso e lui ricominciava da capo, condannato a reiterare la fatica e a non concludere niente. E allora forse la bellezza della letteratura \u00e8 proprio questa, regalare storie che diano un senso a un brancolare spesso vano, a questo eterno salire e scendere una montagna&#8230;<\/p>\n\n\n\n<p>***<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-vivid-red-color has-text-color\"><strong>#egocentrismo<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>La lista delle cose che mi stancano si fa ogni anno pi\u00f9 lunga, forse perch\u00e9 con l&#8217;et\u00e0 la sensibilit\u00e0 aumenta e la tolleranza diminuisce \ud83d\ude42 in cima all&#8217;elenco, tipo girone dantesco, gli ingrati, i bugiardi e gli opportunisti; un posto speciale per\u00f2 \u00e8 riservato agli egocentrici: parlano solo di se stessi, usano gli altri come specchi, chiedono, raccontano, esigono, tutto a senso unico, nessuna reciprocit\u00e0, neanche un &#8220;come stai&#8221; per fingere interesse. Il mondo \u00e8 una palude in cui le relazioni umane sprofondano per vanit\u00e0 ed egocentrismo, dice S\u00e1ndor M\u00e1rai. Gi\u00e0. Prima l&#8217;erba del vicino era sempre pi\u00f9 verde, adesso sono tutti impegnati a coltivare solo il proprio orticello, a guardare lo spicchio di terra sotto i piedi. Il vicino pu\u00f2 avere un campo rigoglioso o una distesa di sterpaglie che brucia, non importa, neanche lo notano. Anzi, vogliono che il vicino si concentri sul loro giardino, che lo ammiri e lo celebri&#8230; perch\u00e9 \u00e8 il pi\u00f9 bello di tutti, altroch\u00e9. Anche se a me, pi\u00f9 che a un giardino, fa pensare a un&#8217;isola. Deserta.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-black-color has-text-color\">***<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-pale-cyan-blue-color has-text-color\"><strong>#pensierolibero<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Negli ultimi tempi sono sicura di ben poche cose, per il resto tanti dubbi e senso di precariet\u00e0&#8230; e invece noto ovunque certezze incrollabili e convinzioni ferree, ormai ogni argomento o problematica pare ridursi a uno scontro di sole due posizioni contrapposte&#8230; e noi dobbiamo dire s\u00ec o no, siamo a favore o contro, niente vie di mezzo. Ogni giorno un tema e poi la domanda: sei d&#8217;accordo oppure no? Approvi o rifiuti? La strada \u00e8 unica, il passaggio obbligato, non puoi fermarti, farti prendere dai dubbi, guardare da un&#8217;altra parte, dire &#8220;forse&#8221;&#8230; macch\u00e9. O s\u00ec o no. Devi scegliere. E poi ricevere l&#8217;odio di chi \u00e8 della convinzione opposta ed essere pronto a ricambiarlo. Ormai viene tutto tagliato con l&#8217;accetta, solo spigoli appuntiti, uniformi e paraocchi.<\/p>\n\n\n\n<p>Forse questo abbiamo perso. La connessione con il pensiero libero, la capacit\u00e0 critica, l&#8217;indipendenza del ragionamento, il valore delle sfumature. Il tempo e la volont\u00e0 di poter dire &#8220;io mica lo so se \u00e8 vero quello che dite, fatemi riflettere un po&#8217;&#8230;&#8221;<\/p>\n\n\n\n<p>***<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-vivid-purple-color has-text-color\"><strong>#lusinghe<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Mi \u00e8 sempre piaciuto il personaggio di Cordelia, una delle figlie di re Lear, l&#8217;unica che lo ama davvero ma che proprio in nome di quell&#8217;amore autentico non vuole svendersi e abbassarsi ad adularlo, mentre le sorelle lo lusingano e ottengono regno e ricchezze.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel lavoro come nella vita privata la sottomissione e l&#8217;inchino non mi appartengono, il sussiego ancor meno, la mia deferenza \u00e8 sempre senza scopo, dipende solo dalla stima, dall&#8217;ammirazione. Meglio perdere che ottenere mendicando o gareggiando in modo disonesto? Ho sempre pensato di s\u00ec, a maggior ragione se ci tieni veramente a quello che vuoi e pensi che abbia un valore. Barattarlo significa che ti interessano solo il regno e le ricchezze. Cio\u00e8 niente.<\/p>\n\n\n\n<p>***<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-luminous-vivid-orange-color has-text-color\"><strong>#andareavanti<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>C&#8217;\u00e8 sempre qualcosa che si ha paura di perdere. Un lavoro un&#8217;occasione un amore una casa un&#8217;amicizia una passione un progetto&#8230; ci tieni cos\u00ec tanto che vivi nel timore che scompaia. E poi un giorno succede. Tu resti l\u00ec, immobile, ti aspetti la catastrofe, il tormento, chiudi gli occhi con il corpo in tensione in attesa del gran botto, come quando sta per cadere un vaso di cristallo e attendi lo schianto, i mille pezzi sparsi a terra. Ma poi il vaso non cade oppure il botto fa meno rumore di quanto ti aspettassi o il vaso caduto non si frantuma. E allora capisci che in fondo non \u00e8 cos\u00ec terribile come temevi. Che puoi farcela ugualmente, anche senza. Ti accorgi che era pi\u00f9 forte la paura del &#8216;prima&#8217; che il dolore del &#8216;dopo&#8217;. \u00c8 una cosa straordinaria. Tutta umana. Questa capacit\u00e0 di reagire e andare avanti, nonostante tutto.<\/p>\n\n\n\n<p>***<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-vivid-red-color has-text-color\">Le battaglie che decidi di non combattere valgono tanto quanto quelle che affronti&#8230;<\/p>\n\n\n\n<p>***<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-vivid-green-cyan-color has-text-color\"><strong>#grazieperlascolto<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>&#8220;\u00c8 un mondo malato&#8221; mi dice il vecchietto con la cravatta a righe in fila alla posta guardando due che litigano per chi ha la precedenza nella coda, lui con le bollette da pagare e io con due pacchi da spedire, &#8220;intolleranza, troppo odio, tutti si azzuffano per niente&#8230;&#8221;<\/p>\n\n\n\n<p>Piove, fa freddo, lui ha gli occhiali da vista appannati, parla e scuote pi\u00f9 volte la testa. Me lo sento addosso il suo scoramento. Usa, tra le altre, le parole prevaricare e affannarsi. Lo ascolto, gli sorrido attraverso la mascherina, a tratti mi distraggo. Non so perch\u00e9 ma penso a tutte le volte che mi \u00e8 venuta in mente l&#8217;idea di una casa di legno di fronte a un fiume, svegliarsi al mattino con il rumore dell&#8217;acqua, guardare la nebbia che si dirada per lasciare il posto al sole, e solo il silenzio, gli alberi, i libri, la musica, i film e le passeggiate al tramonto. Un paradiso ideale insomma, senza scoramenti e lotte. Lui intanto mi parla degli anni con la moglie in Germania, quando non avevano proprio niente ma erano felici&#8230; mi piace ascoltarlo, lo lascio parlare, gli faccio solo un paio di domande. Quando arriva il suo turno, prima di andare si volta, mi guarda e si mette la mano sul cuore. Pi\u00f9 che un saluto per il distanziamento, credo sia il simbolo di un&#8217;intesa, un grazie per l&#8217;ascolto. Ho sempre adorato le persone anziane, anche la loro malinconia. Perch\u00e9 come diceva Pratchett &#8220;dietro ogni anziano c&#8217;\u00e8 un giovane che si chiede che cosa gli \u00e8 successo&#8221;<\/p>\n\n\n\n<p>***<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-vivid-purple-color has-text-color\"><strong>#disfattismo<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Ci sono persone che, se racconti loro un&#8217;esperienza felice che hai vissuto, commentano &#8220;s\u00ec, per\u00f2&#8230;&#8221;, quando parli di una soddisfazione a lavoro &#8220;bella, per\u00f2&#8230;&#8221;, quando accenni a un nuovo progetto a cui intendi lavorare &#8220;interessante, per\u00f2&#8230;&#8221;<\/p>\n\n\n\n<p>Un per\u00f2 a portata di mano per ogni occasione, come un cappello grigio sempre calcato sulla testa direbbe Woody Allen. E se \u00e8 vero che ci\u00f2 che viene prima di una congiunzione avversativa non conta, la loro verit\u00e0 \u00e8 tutta concentrata nella frase dopo il per\u00f2: negativa, sconfortante, avvilente. Un disfattismo contagioso che ha un unico scopo: spegnere il buonumore, intaccare la felicit\u00e0. Perch\u00e9 in fondo una delle cause del pessimismo&#8230; \u00e8 l&#8217;ottimismo degli altri \ud83d\ude42<\/p>\n\n\n\n<p>***<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-vivid-cyan-blue-color has-text-color\"><strong>#tracce<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Alcuni pensano di conoscerti alla perfezione solo perch\u00e9 ti hanno frequentato quando eri un ragazzino, quando andavi a scuola, quando ti incontravano in piazza, nei tuoi anni insicuri esposti immaturi. \u00c8 passata una vita da allora, che sembrano due o tre insieme, tu nel frattempo hai fatto esperienze, ti sei messo in discussione, hai vinto, hai lottato, hai perso, ti sei &#8216;rimpastato&#8217; spesso. Ma per loro resterai quello che hanno conosciuto in quegli anni l\u00ec e parlano e si comportano con te nello stesso modo. Tu li guardi e pensi&#8230; magari la vita potesse passare senza lasciare tracce, beati loro per cui tutto \u00e8 ordinato e immutabile e certo. Per alcuni \u00e8 rassicurante pensare alla propria vita come una linea dritta e luminosa, dove ogni cosa \u00e8 sempre stata al suo posto, mentre per te \u00e8 confortante il contrario: non linee rette ma curve e buche e saliscendi, che quello che sei stato non lo sarai mai pi\u00f9 e che l&#8217;unica cosa che ti consola \u00e8 proprio l&#8217;opportunit\u00e0 di poter evolvere sempre.<\/p>\n\n\n\n<p>***<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-vivid-red-color has-text-color\"><strong>#comeunamadeleine<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Ogni 1\u00b0 gennaio mi torna sempre in mente quando eravamo ragazzini e, all&#8217;ora di pranzo di ogni capodanno, io e i miei fratelli venivamo svegliati dal rito del concerto di capodanno dell&#8217;orchestra di Vienna che i miei ascoltavano in televisione a volume insostenibile per noi che eravamo rientrati all&#8217;alba. Ogni 1\u00b0 gennaio di ogni anno alle 13 in punto la casa si riempiva di valzer e Strauss e il Danubio blu e la marcia di Radetzky e i ballerini e la polka e gli applausi del pubblico&#8230; quello era il segnale che era ora di alzarsi e che a tavola era stato servito il famoso brodo con i tortellini di mamma, e poco male se io e i miei fratelli, assonnati e strapazzati dalla nottata, avevamo fatto colazione con gli amici semmai 3 ore prima o avevamo bevuto fino alla mattina, quello era il segnale e tutti ci ritrovavamo intorno alla tavola tipo sopravvissuti a raccontare della serata, a sbadigliare, immersi nella musica sinfonica, a guardare di traverso i volteggi dei ballerini. Era una tale violenza non poter dormire fino a sera \ud83d\ude42<\/p>\n\n\n\n<p>Mi torna in mente ogni anno come se fosse ieri e, a distanza di tanto tempo, quando mi sveglio il 1\u00b0 gennaio mi pare quasi di sentire ancora quella musica e di vedere le facce stravolte dei fratelli e quelle bonarie dei miei&#8230;<\/p>\n\n\n\n<p>Particolari a cui non fai caso quando li vivi, ti scivolano addosso, sembrano perdersi nella memoria e pensi che non lasceranno tracce e invece ogni anno, al momento giusto, come una piccola madeleine proustiana, tornano indietro, ti vengono incontro e ti invadono e allora pensi che daresti chiss\u00e0 cosa per essere ancora intorno a quella tavola rotonda a guardare i tuoi fratelli e a ridere sotto i baffi e a mangiare tortellini in pigiama con ancora il sapore del cornetto o dello spumante della notte che, dentro la tua testa, ancora non finisce. E continui a pensare che in quella scena ripetuta ogni anno c&#8217;era un senso della spensieratezza e del calore e della condivisione che puoi cogliere intatto solo adesso, a distanza di tanti anni \u2764<\/p>\n\n\n\n<p>***<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-vivid-purple-color has-text-color\"><strong>#desiderare<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Ricordami di lottare per le cose in cui credo, di difendere quello che voglio, di espormi, di desiderare, di tentare, di alzare la voce se serve, di resistere all&#8217;inerzia, al fatalismo, alla pigrizia. Ci hanno educato a pane e discrezione, giudizio degli altri e misura, solo pazienza e sorrisi&#8230; ma se non basta? Non basta rimanere seduti in un angolo ad aspettare, come se fosse tutto uno spettacolo teatrale, stare l\u00ec a guardare e a chiedersi cosa faranno i personaggi, come andr\u00e0 a finire la storia, ricordami di guidare io la mia storia verso la direzione che scelgo, cos\u00ec che un giorno, se anche dovessi perdere tutto quello per cui ho lottato, io possa dire che ho osato e mi sono data una possibilit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Perch\u00e9 solo l\u2019impavido \u00e8 libero \u2764<\/p>\n\n\n\n<p>***<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-luminous-vivid-orange-color has-text-color\"><strong>#doppiavita<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Un po&#8217; le ammiro le persone che riescono a portare avanti una doppia vita&#8230; perch\u00e9 hanno una capacit\u00e0 organizzativa straordinaria! Mica \u00e8 facile ricordare tutte le menzogne, gestire tradimenti, sviare sospetti, convincere, ribaltare evidenze, controllare tempi situazioni e persone. Io che faccio fatica a gestirne una di vita, la mia, mi stupisco di come loro riescano a portarne avanti due addirittura&#8230; loro s\u00ec, sarebbero scrittori eccellenti: hanno fantasia, senso del ritmo, scelgono pi\u00f9 di un protagonista, con tempi incastrati tipo tessere di puzzle, ostacoli da affrontare, cura maniacale delle singole scene ma al tempo stesso un&#8217;architettura d&#8217;insieme. Ce ne sono tante di persone cos\u00ec.<\/p>\n\n\n\n<p>Perch\u00e9 oggi, in cui tutto \u00e8 apparenza, ritoccato manipolato e utile, la vera originalit\u00e0 \u00e8 la trasparenza. Essere autentici \u00e8 un atto rivoluzionario.<\/p>\n\n\n\n<p>***<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-vivid-purple-color has-text-color\"><strong>#vitaenarrativa<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Nella vita si dovrebbero rispettare le stesse &#8216;regole&#8217; che valgono in narrativa! Se vuoi dare emozioni forti non essere patetico retorico o con un atteggiamento vittimistico ma semplice e autentico, se vuoi essere apprezzato per i tuoi successi fai in modo che siano gli altri a scoprirli e a riconoscerteli senza monologhi autocelebrativi, se vuoi insegnare qualcosa non fare prediche da un piedistallo, se hai un obiettivo o un sogno affronta pure ostacoli e dubbi senza aspettartelo su un vassoio d&#8217;argento, fai di te descrizioni brevi e necessarie, liberati dei pregiudizi, sii diretto, imperfetto e&#8230; ascolta gli altri, soprattutto.<\/p>\n\n\n\n<p>***<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-pale-pink-color has-text-color\"><strong>#nograzie<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Insegnami l&#8217;indifferenza perch\u00e9 non ne sono capace, la serenit\u00e0 senza grandi speranze, le comode vie di mezzo, a non dire mai s\u00ec o no ma solo forse, a volere ma senza troppo desiderio, a desiderare ma senza perdere la testa, insegnami la passione blanda, senza estremi, a non sbilanciarmi mai, a sognare ma non troppo, insegnami un coraggio che non porta al rischio, le zone grigie, le parti in ombra, a spostarmi ma con calma, senza la velocit\u00e0 che fa sollevare i capelli e venire i brividi sulla pelle, insegnami a scansare la vertigine, la passione potente, fammi vivere cos\u00ec, n\u00e9 su n\u00e9 gi\u00f9, con parsimonia, insegnami a non sorprendermi, a rimanere imperturbabile, a tenere tutto sotto controllo, a non agire mai d&#8217;istinto. Insegnamelo. Cos\u00ec che io possa dirti: no, grazie.<\/p>\n\n\n\n<p>***<\/p>\n\n\n\n<p class=\"has-vivid-purple-color has-text-color\"><strong>#l&#8217;artediperdere<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Bisognerebbe tenersi strette le cose che sono andate male, le delusioni, le sconfitte, le aspettative frustrate. Non rinnegarle ma lasciarle sedimentare dentro di noi, rifletterci su, farci amicizia dopo aver sofferto. A volte non ottenere quello che si vuole \u00e8 un bene, si acquista la capacit\u00e0 di rinunciare, l&#8217;arte di perdere, e insegna anche a fortificarsi e desiderare con pi\u00f9 forza, dopo. A sapere meglio quello che si brama e ci\u00f2 che si disprezza. Chi non ha mai dovuto lottare per ottenere qualcosa, per uno scopo, una passione, n\u00e9 mai ha perso, resta una superficie morbida che si ammacca alla prima difficolt\u00e0. Bisognerebbe rispettare, perfino amare le perdite e le delusioni che non abbiamo potuto evitare. Diventiamo qualcosa di definito, di solido e resistente solo grazie a loro.<\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>#\u00e0ncore Dacci oggi la nostra ossessione quotidiana. Ogni giorno c&#8217;\u00e8 un argomento di cui parlare in modo aggressivo o categorico, un tema per cui polemizzare, insultarsi persino, perch\u00e9 in fondo conta solo la propria verit\u00e0. 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